Una piccola guerra nucleare distruggerebbe la Terra

Secondo gli ultimi censimenti militati, attualmente sono stipate su questo pianeta ben 17.000 armi nucleari, grazie alle quali abbiamo la possibilità di sterminare l’umanità più e più volte.
Ciò nonostante, non sarebbe necessaria una guerra nucleare su vasta scala per rendere la Terra inabitabile.
Secondo uno studio americano, basterebbe una piccola guerra nucleare, non necessariamente tra super-potenze ma semplicemente regionale, (tra India e Pakistan) per innescare una catastrofe ambientale globale.

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Piccole scaramucce, grandi conseguenze

L’autore dello studio, lo scienziato atmosferico del National Center for Atmospheric Research in Colorado, Michael Mills afferma: “la maggior parte delle persone sarebbe sorpresa di sapere che anche una piccola guerra nucleare regionale, dall’altra parte del pianeta, potrebbe disturbare il clima globale per almeno un decennio e spazzare via lo strato di ozono per un periodo analogo“.

I ricercatori hanno sviluppato un modello computerizzato dell’atmosfera terrestre con l’obiettivo di simulare le conseguenze di una guerra nucleare, impiegando solo una frazione irrisoria dell’arsenale mondiale.

Le conseguenze di una guerra nucleare locale

Il risultato è un vero incubo:
Le tempeste di fuoco immetterebbero nell’atmosfera più di 5 milioni di tonnellate di cenere.
Quest’ultima dovrebbe assorbire i raggi del sole causando un crollo delle temperature e un conseguente raffreddamento mortale sulla superficie. Le temperature globali precipiterebbero in media di quasi 3 gradi Farenheit, con picchi in basso dai 4 ai 10 gradi durante gli inverni nella maggior parte dell’emisfero Boreale.

A causa delle gelate letali, le stagioni si ridurrebbero di quasi un mese per diverse decine di anni.
La diminuzione delle precipitazioni, ridotte del 10%, causeranno siccità in tutto il mondo e gli eventuali incendi immetteranno ancora più cenere nell’atmosfera. Il cielo colmo di cenere causerà il riscaldamento della stratosfera aumentando le reazioni chimiche che danneggerebbero lo strato di ozono.

L’intensa radiazione ultravioletta, raggiunta la superficie, rappresenterebbe una minaccia drammatica per la salute umana, per i fragili ecosistemi sulla terra e in mare .
“Tutto sommato, questi effetti potrebbero essere molto dannosi per la produzione alimentare e per gli ecosistemi in generale”, conclude Mills.

fonte: CBS

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