Tracking, Mapping, Geomapping – Parte 2

Tracking Mapping e Geomapping - Prepping e survivalism

Nel primo articolo dedicato a questo tema (lo trovi qui: Tracking, Mapping e Geomapping Parte 1) abbiamo capito le basi ma ora è il momento di affinare la tecnica!
Inteso il senso dei termini tracking, mapping e geompapping, in questa seconda parte è il momento di vedere le varie sfaccettature che, nello specifico, sono:

– Fattore di Rischio
– Fattore Tempo
– Fattore Sicurezza
– Fattore Fisico

Andiamo ad analizzarle nel dettaglio.

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Il fattore Rischio

Parliamo di fattore rischio quando dobbiamo fare il mapping di una track più o meno sicura. Per fare un esempio: se sto facendo un’escursione e, in particolare, sto seguendo un sentiero, che posso valutare più o meno accidentato, più o meno battuto e più o meno sicuro.
Partiamo dal presupposto che il fattore rischio si calcola in maniera matematica: si parte dal massimo che è 10.0 e si scende a seconda di quanto si conosce il percorso e di quanto si è preparati. Chiariamo meglio il concetto con un esempio.

Percorso di trekking intermedio con fattore rischio 8.0
– 1,0 in quanto la mia atletica non è male
– 0.5 in quanto ho acqua in abbondanza
-0,5 in quanto non fa particolarmente caldo
-5.0 in quanto è presente una guida
= 1.0 di fattore rischio

Valutato ciò, posso affermare di essere tranquillo poiché, qui il fattore chiave sta nel non sottovalutare o sovrastimare tutte le possibili variabili ed è essenziale conoscere se stessi e le possibilità.

Il fattore Tempo

Si parla di fattore tempo chiaramente in base al tempo a disposizione per arrivare da A a B con o senza waypoint. È essenziale capire il ritmo e la velocità di crociera e rispettare il tempo delle soste o waypoint.
In questo caso, la domanda di base è “e se ci sono imprevisti“?
Ecco che la seconda domanda che ne scaturisce prontamente è “ho calcolato anche delle track secondarie“? Oppure “ho scelto il lasso di tempo e l’orario della giornata migliore“?
Poneti queste domande e pianifica attentamente prima il tuo percorso. Se sei in viaggio, controlla la meteo, la viabilità prima di metterti in cammino in modo da risparmiare tempo.

Il fattore Sicurezza

Si parla di fattore sicurezza quando si conosce o si ipotizza che un percorso sia sicuro o meno. Per intenderci è una sfaccettatura secondaria ma distaccata del fattore Rischio.
Ad esempio, se il percorso che devo intraprendere è un sentiero con pendenza elevata e scoscesa, piove e il fondo è argilloso però percorrendolo risparmio 30 minuti sul tempo, ne vale la pena? Quale sarebbe la risposta più ovvia?
Ovviamente la risposta è NO, quindi opterò per una track secondaria più sicura. Come vedi sono tutti fattori concatenati l’uno con l’altro.
Il fattore sicurezza varia soprattutto in base alle proprie capacità fisiche e logiche quindi non sottovalutate/sopravvalutate mai, anzi è preferibile un ritardo piuttosto che mettere in pericolo se stessi o terzi.

Il fattore Fisico

È inteso fisico nel senso di impedimento, come ad esempio una strada bloccata. Questo fattore è sempre da tenere in considerazione in quanto è l’unico fattore in grado di far concludere il tuo viaggio in anticipo. Una domanda lecita è “come fare per scongiurarlo”?
La risposta più ovvia è non si può!!
Qui gioca un ruolo principe la logica, l’interpretazione delle tracce e gli indizi che possono portare a prevedere in anticipo un problema non risolvibile e sul quale non si può intervenire. Ad esempio, se per strada incontriamo un blocco dovuto ad un incidente non possiamo farci nulla. Se però, sintonizzo la radio sull’Info Traffico, potrò apprendere con anticipo che una strada sarà bloccata e quindi sceglierò una track secondaria.

Comprendo che il discorso può sembrare un po’ campato per aria, ma tutto questo percorso logico serve per introdurre un concetto importante per ciascun prepper: il vantaggio tattico!

Il Vantaggio Tattico

Si intende per vantaggio tattico tutto ciò che può avvantaggiarti rispetto a qualcun altro oppure ad un evento particolare.
Come già detto in precedenza, in una B.O.B. è essenziale avere una cartina con il piano di fuga, proprio per conseguire un vantaggio tattico affinché tu possa superare il momento di emergenza. Ricorda solo di segnare eventuali waypoint e track secondarie fino alla tua locazione di bugging out.
Se posso consigliarti abbinalo ad un GPS a carta bianca tipo il Garmin Foretrex 401 – GPS da polso – in quanto rimangono in memoria solo le track indipendentemente dalle strade. Te lo dico in quanto la viabilità cambia di continuo ma se hai già la track disegnata puoi anche deviare solo di poco dalla via con un po’ di orientamento.

Ora sai cosa devi fare!

Se vuoi scrivici se e come usi il tracking, il mapping e il geomapping nella vostra preparazione.

Foto di Elijah O’Donnell da Pexels

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