Tracking: i benefici di un’arte dimenticata

Kit Tracker - Tracking saper leggere le tracce - Portale Sopravvivenza

Il Tracking è l’arte del saper identificare, leggere e seguire le tracce umane, di animali e di veicoli. È un’abilità nota e praticata fino dall’epoca primitiva, ma ancora oggi incredibilmente attuale.

Le applicazioni di questa vera e propria arte variano dalla sfera della biologia e della conservazione delle specie alla dimensione forense, attraversando l’ambito militare e quello di Ricerca e Soccorso di dispersi.

I benefici che il tracking può apportare anche nella nostra vita quotidiana sono davvero notevoli e molteplici, anche quando non stiamo leggendo il terreno! In questo articolo ti racconterò perché.

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La mentalità del tracker 

Il tracker non può stare lontano da questa arte, nemmeno quando si trova in un ambiente urbano. È inevitabile che finisca per rivolgere lo sguardo a terra anche nei momenti quotidiani, come recarsi in qualche luogo per acquisti, visite o per lavoro.

La sua mentalità è infatti completamente e profondamente in sintonia con i ritmi (e le leggi) di quest’arte. Intrinsecamente entra a far parte dell’attitudine che il tracker mostra e applica nei confronti della vita. 

Non importa se sei circondato da un ambiente abbastanza incontaminato o sei intrappolato nel bel mezzo di un’area urbanizzata: la nobile e antichissima arte del Tracking può tornare utile ovunque e in qualsiasi momento.

Kyt Lyn Walken

Il tracker raggiunge obiettivi e ottiene successi con l’applicazione della cosiddetta “Mind of the Tracker” (Mente del Tracker). Affronta momenti di difficoltà, rischi e pericoli con la medesima prospettiva che si basa su tenacia, curiosità, pazienza e analisi.

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Sì, questa sono io!

I benefici della mentalità del Tracker

La mentalità del tracker può in un certo senso migliorare la nostra vita sotto diversi aspetti.
Ci rende più concentrati, più pazienti, meno istintivi e, conseguentemente, meno frettolosi nelle valutazioni di circostanze e persone. 

Nel mio caso personale, apprendere i fondamenti di quest’arte e addestrarmi duramente in qualsiasi condizione meteorologica e in qualsiasi ambiente, ha condotto ha forgiato la mia personalità. Ha disciplinato la mia capacità di concentrazione, migliorando la mia percezione dei rischi. Mi ha permesso di acquisire un approccio più analitico e sistematico in ogni sfumatura della mia vita, massimizzando le mie prestazioni nelle diverse attività che svolgo, da quella di Istruttore a quella di articolista.

Tracking: un’arte sottovalutata?

Pertanto, dato che quest’arte sembra essere così “benefica”, perché risulta tuttavia poco conosciuta o persino sottovalutata a volte?
Le risposte che mi sento di suggerire sono molteplici.

a. Il progresso della tecnologia

Oggigiorno pensiamo spesso che avere un GPS o una qualsiasi app sul nostro cellulare sia assolutamente normale e, oserei dire, anche intelligente. Possiamo visualizzare il nostro itinerario senza nemmeno perdere tempo a imparare a leggere una mappa, oppure possiamo localizzare rapidamente la nostra auto nel parcheggio nel caso non avessimo prestato attenzione a dove l’avevamo lasciata esattamente. 

Senza contare se ci troviamo persi nel nulla nel bel mezzo di una semplice escursione.

Tracking Tracker saper leggere le tracce

b. L’assenza di tempo libero

L’apprendimento di una nuova abilità richiede tempo, dedizione e … molta formazione. Le nostre vite frenetiche (beh, forse prima dell’arrivo di COVID-19, forse) ne sono una dimostrazione.

c. L’oblio della buona abitudine di osservare

Il Tracking deve tutto alla metodica osservazione. Eppure raramente abbiamo abbastanza tempo per farlo con attenzione. Di solito diamo un’occhiata a un determinato luogo, ma in realtà non otteniamo tutti i dettagli per costruire e consolidare un’immagine chiara e completa nella nostra mente.

Osservare significa anche raccogliere informazioni e dati sulle specie di piante e alberi che ci circondano, sulla presenza di tane di animali, ecc.

d. L’urgente necessità di fare cose per mostrare agli altri

Non voglio sembrare polemica, ma la necessità di “fare cose da condividere” o passare molti minuti su tutte le piattaforme social a volte può essere… velenoso! Può rubare in modo critico tempo prezioso che possiamo dedicare ad altre attività. 

Stare fermi e contemplare pacificamente ciò che ci circonda può essere bello così come collezionare un’esca e, magari, rimandare una chiacchierata! E possiamo dedicarci alla osservazione anche su qualsiasi mezzo pubblico. 

Spero di averti incuriosit*! Nei prossimi articoli ci addentreremo con più metodologia all’interno dell’arte del tracking per scoprire insieme le sue leggi, i suoi capisaldi, e i grandi esempi del passato.
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