Sono una mamma prepper e ho preso il COVID

L’esperienza di isolamento in casa di una mamma prepper durante l’emergenza da COVID19.

Note della redazione: Valeria è una madre di 49 anni. Il mese scorso è stata sottoposta a tampone dopo aver manifestato i primi sintomi e le è caduto il mondo addosso: non sono bastate tutte le precauzioni prese con il passare dei mesi quando usciva di casa per lavoro o per le sue commissioni. Lei stessa si definisce “non maniacale ma comunque molto attenta” e non se ne capacita tuttora.

Valeria vive lontana da tutti i parenti, con il marito spesso lontano per lavoro e insieme ai due figli in una piccola frazione isolata del suo paese. Ha sempre dovuto contare sulle sue forze e da qualche tempo si è avvicinata al prepping quando, alcuni anni fa, una forte nevicata la isolò dal resto della civiltà. Da allora ha deciso di non farsi più trovare impreparata.

Dopo il suo lungo periodo di isolamento forzato ha deciso di scriverci per metter nero su bianco la sua esperienza, perché nonostante la sua “quasi maniacale” pianificazione in casa è dell’idea che non si è mai troppo preparati ad un’emergenza e, in quei momenti, anche una piccola dimenticanza può trasformarsi in un disagio per tutta la famiglia rendendo la convivenza psicologicamente deleteria. L’aspetto psicologico spesso è tralasciato in una strategia di sopravvivenza: ne abbiamo parlato in alcuni nostri vecchi articoli.

Ecco la sua testimonianza.

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Sopravvivere all’isolamento da COVID19

“Ho avuto i primi sintomi all’inizio di novembre e ad oggi sono ancora positiva. Sono chiusa in casa da un mese e soprattutto ho costretto mia figlia, mio figlio, sette gatti e un cane all’isolamento totale dal resto del mondo.

Fortunatamente quando mi sono ammalata avevo le scorte alimentari per tutti, fortunatamente mi ero fatta prescrivere delle medicine dal medico per sicurezza, fortunatamente avevo appena rifatto gli occhiali, fortunatamente avevo acquistato un aggeggio strano per potenziare il wifi in tutta la casa, fortunatamente avevo attivato tutte le connessioni per scuola e lavoro….

Fortunatamente? No! Non è stata solo fortuna: l’ho pianificato, mi sono preparata, ho fatto liste e, nonostante l’ansia mi prendesse alla gola, ho cercato di essere pronta ad ogni evenienza… sono una prepper, ma questo l’ho scoperto dopo!

Sono anni che mi preparo, non dico ad una catastrofe totale, ma ad eventi che per cause di forza maggiore mi impediscano di uscire di casa. Quando i bambini erano piccoli venne una grossa nevicata e la mia abitazione si trova in una “piccola” frazione di un “piccolo” paese sperduto in mezzo alla campagna. La stradina che ci porta alla provinciale, che ci unisce al resto della cittadina, era completamente bloccata e mi era impossibile poter andare a fare la spesa, portare i bimbi all’asilo, recarmi dal dottore per un’emergenza. Non nascondo di aver provato non poca angoscia sentendomi così isolata dal mondo “civile” e, da allora, non mi faccio più trovare impreparata.

La prima cosa a cui pensare: le scorte alimentari

I bambini sono cresciuti e sono diventati due preadolescenti, che si mangerebbero anche le gambe della tavola, per cui restare senza cibo potrebbe trasformarsi in una vera e propria tragedia famigliare. La tentazione di mangiare schifezze e fare esperimenti gastronomici dopo essersi assorbiti una dose di nove stagioni consecutive di un noto programma televisivo culinario è grande, ma bisogna pensare alla salute e così ho creato rapidamente un menu che comprendesse dalla colazione alla cena, con spuntini e qualche vizietto, per quattro settimane.

Oltre ad assicurare un apporto di vitamine, proteine e tutto ciò che serve per mantenersi in salute, il menu predefinito è stato molto utile per organizzare la spesa al supermercato prima, e la spesa on line dopo, evitando sprechi o dimenticanze.

Devo ammettere di aver preso spunto dal menu scolastico che viene servito ai miei figli in mensa. Controllato e approvato dall’Asl: mi sembrava un buon punto di partenza.

Ho fatto uno schema con i 7 giorni della settimana e ogni giorno diviso in:

  • Colazione
  • Spuntino di metà mattina
  • Pranzo
  • Merenda
  • Cena
  • Dopocena
  • Qualche strappo alla regola dall’alimentazione “sana” previsto per il sabato o la domenica. In un isolamento bisogna pur tenere alto lo spirito!

Naturalmente occorre tenere presente dei gusti e delle possibili intolleranze all’interno della famiglia. È inutile comprare 2 chili di insalata se poi i fanciulli si rifiutano categoricamente di mangiarla. Meglio una verdura da mascherare magari in un buon passato o in una crema da utilizzare per condire la pasta al posto del sugo. In più l’insalata va consumata nel giro di pochi giorni, mentre altre verdure possono essere cotte e congelate e “tirate fuori” dal freezer all’occorrenza.

Lista della spesa: come mi sono organizzata

Per ogni piatto pensato, quindi, ho fatto un elenco degli ingredienti necessari e delle quantità e così la lista della spesa è bella che pronta!

Ma nella lista della spesa occorre pensare agli ingredienti base, quelli, per intenderci, che non devono mai mancare. La mia regola personale, da sempre, è 2 confezioni in dispensa e 1 aperta in cucina. Quando ne consumo una ne compro subito un’altra per…scorta! (Leggi anche: Scorte alimentari: perché dovresti farle (prima))

Con questa regola avevo “fortunatamente” acquistato:

  • Olio di oliva e olio di oliva extravergine
  • Olio di semi
  • Farina
  • Sale grosso e sale fino
  • Zucchero
  • Salsa di pomodoro
  • Pomodoro a cubetti
  • Pasta di vari tipi
  • Lievito per dolci
  • Lievito di birra
  • Caffè (anche se vi posso assicurare che con il Covid è l’ultima cosa di cui ho voglia. La mancanza di gusto e olfatto non aiuta certo nel gustarsi la buona bevanda corroborante… meglio prevedere the e tisane)
  • Ho poi trasgredito alla regola del 2+1 con latte, acqua, biscotti, tonno, mele, arance e patate di cui ho fatto incetta, tanto che dopo più di un mese ne ho ancora per almeno una settimana.

Soprattutto per mele, arance e patate aiuta il clima freddo. Li ho riposti in un luogo fresco e si sono mantenute molto bene. Occorre però controllarle spesso.

Il cibo non ci manca. Certo in una situazione come questa, con la possibilità di avere i supermercati aperti, poter fare la spesa on line e sapere di poter, comunque, contare sull’aiuto di qualcuno, possiamo concederci tutte le cose che ci piacciono, senza rinunce troppo grosse.

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Vietato sprecare! Alcune accortezze in cucina.

Questa esperienza ci sta insegnando a stare un po’ più attenti a ciò che buttiamo e a ciò che avanziamo.

Con gli scarti delle verdure preparo sempre un brodo che poi conservo in frigo in una bottiglia vuota di salsa di pomodoro. Lo uso per riscaldare qualcosa sul gas o lo aggiungo all’acqua della pasta per arricchirla di vitamine. Lo stesso faccio con gli scarti di carne e uso il brodo per una buona minestra. Possono essere congelati in bottigliette di plastica.

Cerco sempre nel menu di tenere conto dei vari “avanzi”. Se oggi cucino il pollo al forno con salsa di pomodoro, la stessa salsa può essere utilizzata per condirci la pasta il giorno dopo (per altro intrisa del sapore del pollo è una vera meraviglia).

L’acqua dove è stata bollita la pasta la butto nel lavandino, ma sto attenta a gettarla sui piatti sporchi… è un ottimo sgrassante e così utilizzo meno detersivo per lavare le stoviglie.

Se devo far bollire le verdure, come zucchine o patate, avrò un ottimo brodo per il risotto.
Se faccio la frittata, i bianchi dell’uovo li utilizzo per una buona e soffice torta da mangiare a colazione o come spuntino.
Il sughetto della carne che rimane nella padella può essere aggiunto al ragù per la pasta.

Ho riscoperto, poi, un oggetto semplice, ma che a mio parere rientra negli indispensabili: il leccapentole o marisa. È una spatola in silicone che utilizzo per pulire bene pentole e recipienti in cui cucino. Oltre a raccogliere tutto il fondo nelle padelle e riutilizzarlo per non sprecare, è utile anche per non avere residui troppo oleosi da togliere quando si lavano le stoviglie… meno detersivo, meno risciacqui, meno acqua. Al momento ce l’abbiamo, ma in un altro scenario, chissà!

Le scorte “non alimentari”

Nella lista della spesa naturalmente avevo incluso anche i “non alimentari” perché va bene mangiare, ma anche il resto della casa va mandato avanti.

Ho, quindi, fatto un elenco per categorie per vedere cosa avevo già in casa e cosa dovevo acquistare:

  • PULIZIA: detersivi piatti e lavatrice, sgrassatore, igienizzante superfici, igienizzante bagno, detergenti per i pavimenti, alcool, spugne, Scottex;
  • IGIENE PERSONALE: carta igienica, shampoo, bagnoschiuma, dentifrici, spazzolini, collutorio, deodoranti,..
  • SALUTE: avere in casa un piccolo kit di primo soccorso è fondamentale. Io lo tengo sempre aggiornato aggiungendo magari qualche medicina per i malanni di stagione. Da oggi sarò anche preparata per il kit speciale covid… purtroppo!
  • ANIMALI: capitolo a parte. Essendo i quadrupedi in numero nettamente maggiore rispetto ai bipedi in questa casa, il reperimento delle loro scorte ha occupato gran parte dell’iter di organizzazione pre-isolamento. Cibo in gran quantità, sabbietta per le lettiere, medicine di emergenza,…
  • ALTRO: pile, lampadine, stuzzicadenti, sacchi dell’immondizia…

Sono una persona organizzata, anche se un po’ disordinata, ma cerco sempre di fare le cose prima, invece che poi, per cui anche la manutenzione e la gestione della casa tutto sommato non hanno dato problemi. Pensate se mi si fosse bloccata la caldaia in questo periodo! Ad inizio ottobre faccio sempre fare un controllo e sfiato tutti i termosifoni per far circolare bene l’acqua… certo l’imprevedibile può succedere, ma allora lì scatta il “saper arrangiarsi” e mi ritengo una vera maga!

Periodo duro, ma anche di riflessione

Alla fine, comunque, ce la stiamo cavando bene e, nonostante tutto, non dobbiamo lamentarci. Affrontare un periodo chiusi in casa, oggi, con tutte le comodità, la possibilità di acquistare cibo e oggetti su internet, poter usufruire di luce, gas, acqua corrente, riscaldamento, godersi un film alla televisione, telefonare a qualcuno per chiacchierare un po’, giocare ai videogiochi con gli amici, seguire la scuola on line è faticoso, ma non impossibile.
Quello che mi chiedo mentre vivo questa situazione è: se non avessimo avuto tutto questo?

In noi è, comunque, scattato un “qualcosa” che a livello psicologico non è facile spiegare. Sapere di non poter uscire di casa ti mette in una situazione “nuova”, crea ansia ed è utile parlarne tutti insieme. E così ci ritagliamo i nostri piccoli spazi.

Ma cosa far fare ai ragazzi senza l’uso della tecnologia per intrattenimento? Abbiamo riscoperto vari giochi da tavolo come le carte, e, tra una partita e l’altra, cerco di tirare fuori le loro sensazioni e parlare anche un po’ delle mie… quelle di una mamma che si è presa il Covid ed è costretta all’isolamento, ma che non si è fatta trovare impreparata!”

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