Priorità e bisogni. Ecco come fare

In ogni situazione come nella vita è necessario riconoscere le proprie necessità ad assegnare ai propri bisogni la giusta priorità. Questa sembra una banalità nella vita di tutti i giorni, ma in caso di necessità o di emergenza siamo sicuri che il panico non prenda il sopravvento?
Ecco come stabilire priorità e bisogni in situazioni di emergenza.

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Cosa non fare durante una situazione di sopravvivenza

Uno scalatore austriaco provò a scalare il k2 con la convinzione di sciogliere la neve per ottenere acqua da bere. Iniziò l’impresa evitando di portare acqua liquida con se, così da risparmiare peso nello zaino.
Ebbene, dopo qualche giorno di marcia iniziò a accusare i sintomi della disidratazione. Inoltre, stando fermo per cercare di sciogliere la neve con un fornello da campo che si era congelato, le estremità si congelarono, comparvero i primi sintomi dell’ipotermia e rischiò la vita. Fu salvo per miracolo grazie all’intervento di altri scalatori che lo riportarono a valle.
L’improbabile scalatore ha dato la priorità alla mobilità piuttosto che all’idratazione, priorità assoluta quando si svolge attività fisica intensa.

La piramide delle priorità

Evitando di scomodare Maslow, celebre economista da cui prende nome l’omonima piramide dei bisogni, l’approccio che possiamo adottare è frutto di sano buonsenso. Le necessità primarie cambiano in base al luogo dove ci si trova: in città non vagheremo col coltello in mano o la canna da pesca per procacciarci del cibo, non faremmo segnali di fumo per i soccorsi e via discorrendo.

Esiste una regola generale, che prende il nome di “regola del 3”: si può sopravvivere indicativamente 3 settimane senza cibo, 3 giorni senza acqua, 3 ore senza riparo e 3 minuti senza aria.
Da questo semplice assunto, possiamo definire i bisogni primari in quest’ordine:

– Fuoco;
– Riparo;
– Acqua;
– Cibo;
– Orientamento;
– Mantenimento mentale;

Questa è la scala delle priorità in ambiente naturale, in contesto di sopravvivenza. Vale per tutti gli ambienti, chiaramente “pulita” da quegli elementi estranei al contesto (in città eviterò di abbattere alberi per costruirmi un riparo di fortuna in un parco).

Altro aspetto da tenere in considerazione è mantenere l’ordine mentale e la concentrazione sulle necessità impellenti, evitando possibilmente comportamenti impulsivi: in caso di disidratazione, correre ad abbeverarsi alla prima fonte d’acqua senza assicurarsi che sia potabile potrebbe essere controproducente. Se avete poche risorse (alimentari), evitate di compiere sforzi sovraumani se non strettamente necessari. In questi casi la parola d’ordine è buonsenso.
Riflettete attentamente prima di ogni azione; piuttosto fermatevi e prendete una decisione dopo tre respiri, questa è la regola.

Infine non siate schizzinosi, esiste la teoria della bistecca. Se dopo giorni e giorni riesco a cacciare e procacciarmi una bistecca, riesco ad accendere il fuoco ma poi non la mangio perchè devo trovare del sale. Godetevi le piccole cose, siate flessibili, accontentatevi e focalizzate sempre i vostri principali bisogni. Non cercate surplus di comfort inutili, perchè i costi fisici per trovare quel piccolo comfort potrebbero essere di gran lunga superiori ai benefici. Questa skill è fondamentale!!!

Come al solito vi lascio con una curiosità: in molti kit di sopravvivenza è contenuto un foglio riportante la dicitura primary survival needs. Questo foglio riporta l’icona dei bisogni primari per sopravvivere e in molti casi sono già in ordine di priorità.
Queste diciture sono spesso disegnate sulle etichette degli zaini da escursione e bene in vista, ciò vi fa capire quanto sia importante riconoscere i bisogni primari e riconoscerli correttamente. Ne va della vostra vita.

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