Piantaggine: proprietà e usi della pianta spontanea perenne

Fiore della piantaggine

In passato la cultura orale riguardo le piante spontanee e i funghi era molto sentita, soprattutto nelle zone montane. Qualsiasi persona sapeva riconoscerli e come usarli.
Ad oggi queste conoscenze popolari sono andate quasi totalmente perdute, ma ogni prepper dovrebbe “imparare l’arte e metterla da parte” per cavarsela in situazioni di emergenza o SHTF.
Dopo aver parlato di tarassaco, oggi approfondiamo la conoscenza di un’altra pianta spontanea molto diffusa sul nostro territorio, la piantaggine.

Piantaggine: come riconoscerla

La piantaggine è una pianta che solitamente cresce in modo spontaneo nei prati, negli incolti e ai lati delle strade, fino a 2000 metri d’altitudine circa. È perenne, quindi può essere raccolta tutto l’anno, ma fiorisce nei mesi estivi, da maggio ad agosto.

Questa pianta è molto comune in tutta Europa e nel Nord Africa e il suo nome è dovuto al termine planta, dal latino “pianta del piede”, ispirato dalla forma larga delle sue foglie che raggiungono fino a 40 centimetri di altezza.
Si presenta senza fusto e si distingue facilmente dalle altre piante perché ciascuna foglia è percorsa da cinque nervature ben marcate.

piantaggine commestibile come riconoscerla
Maya Gemello per Portale Sopravvivenza: segui twin.lab su Instagram

Lo stelo, che culmina con l’infiorescenza che ospita una spiga fitta di fiori, supera in altezza le foglie ed è privo di foglie.

Le proprietà della piantaggine e gli usi medicinali

La piantaggine è una pianta ricca di vitamina A e vitamina C, oltre che di nutrienti e di principi attivi.

Le sue foglie possono bloccare le emorragie e favorire la guarigione delle ferite. La sua popolarità dal punto di vista medicale deriva dal fatto che in passato era molto utilizzata dai pellegrini che ne trovavano in grandi quantità lungo i sentieri. I pellegrini solitamente applicavano direttamente le foglie sulle lesioni della pelle oppure le ingerivano come antidoto contro i morsi di serpenti e scorpioni.
Se un giorno dovessi averne bisogno, puoi applicare le foglie a contatto con la ferita dopo averle bollite e tritate per poi applicarle tramite un bendaggio.

I fiori hanno proprietà antinfiammatorie e sono perfetti per prevenire e trattare malanni invernali come tosse, raffreddore, sinusiti, bronchiti ecc. Ad oggi le industrie farmaceutiche sfruttano la pianta proprio per questa proprietà all’interno di sciroppi per la tosse.

La piantaggine risulta inoltre essere estremamente utile anche per risolvere le infiammazioni della cavità orale e delle prime vie aeree, quali gengiviti, mal di gola e faringiti. Le sue proprietà vengono ulteriormente amplificate se la piantaggine viene combinata con le foglie di malva, anch’esse essiccate, utilizzandole insieme per la preparazione di una tisana calda, da usare per fare dei risciacqui.

È doveroso specificare che la piantaggine ha proprietà astringenti, per questo è controindicata per chi ha problemi di stitichezza.

Ricette con la piantaggine

La piantaggine è commestibile: in cucina puoi sbizzarrirti, dal crudo al cotto. Solitamente le foglie da raccogliere della piantaggine sono quelle più giovani, che si riconoscono perché sono color verde chiaro e sono vicine alla rosetta centrale.

Insalata

Le foglie della piantaggine, quando sono crude, hanno un retrogusto di fungo simile al the verde matcha. Raccoglila nei prati falciati da poco: ricresce in pochissimi giorni e troverai foglie tenere. Se ne hai raccolte in abbondanza, puoi tagliarle e unirle a della misticanza per fare una bella insalata.

Minestra, torta salata e frittata

Se vuoi consumare le foglie cotte, puoi utilizzarle come base per qualsiasi tipo di minestra o in combinazione con altre erbe dentro una torta salata o per insaporire una frittata.

Pasta fresca o gnocchi

Le foglie della piantaggine tendono a rilasciare il colore verde nelle pietanza con cui vengono a contatto. Per questo ti consigliamo di provare ad usarle quando impasti gli gnocchi o tiri la pasta fresca. Otterrai una pasta colorata e molto più saporita.

Pesto

Come tante erbe, anche la piantaggine si presta per essere pestata per creare una pesto o una salsa. Il pesto di piantaggine è sicuramente una delle ricette più veloci e profumate da preparare essendo i passaggi analoghi a quelli di qualsiasi ricetta del comune pesto. Leggi anche: Come fare scorte di pesto di basilico

Infuso

È la soluzione ideale per sfruttare le tante proprietа della piantaggine.Per prepararlo è sufficiente mettere 2/3 grammi di foglie secche a macerare 10 minuti in una tazza di acqua fredda, quindi portare brevemente a ebollizione e lasciare raffreddare.

Sotto aceto

Le teste dei fiori sono anch’esse commestibili e hanno un sapore simile a quello dei funghi. Per gustarle si possono mettere sotto’aceto balsamico.

In pastella

I fiori di piantaggine sono ottimi se impanati con la pastella (sia dolce che salata) e fritti in padella.

È difficile confondere la piantaggine con altre piante ma, mi raccomando, se non sei sicur* di quello che fai, non raccogliere le piante selvatiche!

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Foto di s-ms_1989 da Pixabay 

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