La regola dei tre minuti

Quando si affronta una discussione o un confronto, è buona norma non interrompere prima di tre minuti l’oratore in quanto si direbbe quasi certamente qualcosa di stupido, provocando frustrazione nei presenti…

Ebbene nel prepping la 3 minutes rule o la regola dei 3 minuti è pressoché uguale ma con risvolti decisamente differenti: aspetta ed osserva per massimo 3 minuti prima di agire e non fare nulla che richieda più di 3 minuti per la risoluzione.

Attenzione a non confonderla con la regola del 3 che applicata al survival è ben diversa: serve a ricordarsi i bisogni primari, non si può stare 3 minuti senza ossigeno, 3 giorni senza bere ecc… 

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La regola dei tre minuti

Detta così, la regola dei tre minuti potrebbe essere di difficile comprensione, quindi snoccioliamo la questione:

  • Tre minuti di osservazione e valutazione per cercare di comprendere al meglio la situazione nella quale ci si trova o cosa si deve affrontare;
  • Tre minuti per la risoluzione del problema. Sembra troppo o troppo poco? Ricordati che stiamo parlando di situazione di emergenza. Tre minuti sono letteralmente un’eternità;
  • Ignora e passa avanti. Se una situazione richiede più di tre minuti è bene ignorare e passare avanti. Discorso analogo vale durante l’azione. Se il tempo si prolunga, scaduti i tre minuti, mollate tutto e passate oltre!
  • Tre minuti di distacco dagli inseguitori. Non mi chiedete quale calcoli abbiano fatto per definire questo arco di tempo (e li prenderei un po’ con le pinze) ma tre minuti di vantaggio sui propri inseguitori pare costituisca il gap minimo di tempo per riuscire ad organizzare qualcosa.

Osservazione, risoluzione, evasione

Le regole appena descritte costituiscono la regola del tre in casi SHTF e costituiscono uno schema circolare. Si osserva, si risolve la problematica e si passa oltre. Chiaramente, se uno dei tre punti fallisce si tornerà al primo rimettendo in moto lo schema circolare.

Sebbene sembri una regola strampalata, trova fondamento in diversi manuali tattici di ispirazione militare e, come ben sappiamo, nell’ambiente militare non fanno le cose per passare il tempo. C’è da aggiungere che questa regola può essere applicabile anche ad alcuni casi non direttamente correlati con l’emergenza. Vediamone alcuni:

  • Scontri corpo a corpo o a fuoco: tre minuti è il tempo in cui l’adrenalina sostiene il fisico ed è il tempo medio prima di stancarsi. Dopo tre minuti l’adrenalina diminuisce e si accusa un calo fisico;
  • Shock mentale: il tempo per riprendersi da uno stato di Shock è di circa tre minuti, il minimo per riprendere il battito, la respirazione e le facoltà cognitive normali);
  • Risparmio energetico: tre minuti sono il tempo massimo in cui elaborare una soluzione per conservare energie e rimanere efficienti.

Normalmente, i risultati variano da persona a persona in quanto c’è chi è molto più allenato mentalmente ed elabora più velocemente, oppure chi ha una migliore atletica oppure una propensione più spiccata al problem-solving. Tuttavia, come per la consapevolezza situazionale, è una skill che può essere allenata con la pratica.

Ecco una sfida con la quale misurarsi: prova a vedere cosa puoi fare in tre minuti: quante cose riesco a raccogliere, quali punti della casa riesco a raggiungere, quanto tempo impiego a uscire e allontanarmi di casa. Questo ti aiuterà molto a velocizzarti o rendere la tua mente più elastica. Cerca di applicarlo quotidianamente e perché no, anche a situazioni normali per mantenere sempre l’allenamento ad elaborare informazioni in situazioni straordinarie.

Di certo, questo allenamento non funziona mentre siete in fila alla posta… 😉

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