Incendio di canna fumaria e camino: come evitarlo

Incendio di canna fumaria e camino - Come evitarlo

Quando il tanto temuto freddo arriva, con esso aumentano anche gli interventi dei Vigili del Fuoco per il verificarsi di un incendio della canna fumaria e, talvolta in combinazione, del tetto. L’appuntamento fisso con queste disgrazie domestiche provoca, ogni anno, gravi danne alle nostre case.

Una cura costante e periodica dei camini e delle canne fumarie è il modo migliore per prevenire questi spiacevoli disastri strutturali.
Secondo alcune statistiche interne a quello che è il mondo dei Vigili del Fuoco, le principali cause di incendi di tetto in Italia sono:

  • 55% – realizzazioni non a regola d’arte del camino;
  • 20% – cattiva e/o mancata manutenzione del camino;
  • 15% – incendi avvenuti in cantiere;
  • 10% – altre cause.

Questi dati ci permettono di capire che, rimboccandoci le maniche in maniera costante, è possibile prevenire e diminuire le casistiche di questi incendi.
Ecco qui un articolo che ti permetterà di comprendere al meglio come si possono evitare questi avvenimenti. Proseguendo nella lettura vedremo come trattare le prime due cause di incendi di tetto in Italia.

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Terminologia corretta

Prima di approfondire questa delicata tematica, ritengo sia opportuno fare una breve premessa legata alla corretta terminologia costruttiva. In questo modo sarà più facile comprendere quello che troverai all’interno di questo articolo. L’illustrazione ti permetterà di comprendere come dovrebbe essere strutturato il camino sopra la tua testa (UNI EN 1443).

Incendio canna fumaria e camini

Utilizzo il termine “dovrebbe” perché spesso e volentieri la realtà è completamente un’altra. Più avanti entrerò nel merito di questa affermazione. Una volta appreso e compreso questi dettagli possiamo iniziare ad addentrarci nel mondo dei camini e delle canne fumarie. 

Tipologie di incendio da camino

Le tipologie di incendio che sono originate dalla presenza di camini sono sostanzialmente:

  1. Incendio fuliggine: nasce all’interno del camino, per combustione della fuliggine depositata sulla parete interna della canna fumaria (in figura, condotto fumario).
  2. Incendio esterno al camino per surriscaldamento: nasce all’esterno del camino, per surriscaldamento dei materiali combustibili vicino alla parete esterna del camino stesso.
  3. Fuoriuscita di faville: si insinuano sino agli strati di isolante installato nell’intercapedine del tetto.

Questi incendi sono legati all’impiego di combustibili solidi come fuliggine, alte temperature e faville. La fuliggine deriva da una combustione incompleta di combustibili solidi. È accompagnata dalla formazione di catrami e creosoto, un insieme di fenoli ed eteri fenolici.

Incendio della canna fumaria: quali danni provoca?

Dopo questa prima parte un po’ didattica, è arrivato il momento di entrare nel merito di questa tematica. Probabilmente ti starai chiedendo come possa prendere fuoco una canna fumaria.

La risposta è molto semplice in realtà. Quando il camino è acceso e si verifica una fiammata più alta del solito o se c’è quello che in gergo viene definito come “vento asciutto e freddo” che risucchia le faville, lo strato di fuliggine depositato sulla superficie interna può incendiarsi.

Purtroppo la fuliggine è un ottimo combustibile e, grazie al notevole flusso d’aria presente nel camino (il tiraggio), può avvenire una violenta combustione che produce rapidamente molto calore. In genere, questa combustione è di breve durata (10-15 minuti circa), produce forte rumore e notevoli vibrazioni. Inoltre, dal camino escono violentemente le faville e dal generatore di calore un fumo acre.

Durante e dopo questo evento è possibile che cadano nel camino braci e pezzi di mattoni incandescenti. Questi, possono uscire dal camino e incendiare pavimenti, tappeti e altri oggetti. Diversamente, all’esterno, le faville possono depositarsi su materiali combustibili e diffondere l’incendio. 

Questa grande combustione arroventa la superficie interna provocando la crepatura delle pareti della canna e i muri confinati, con il pericolo di estendere l’incendio ai mobili e soprattutto alle travi del tetto.

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Incendio della canna fumaria: perché si verifica?

Esistono due principali motivi scatenanti l’incendio della canna fumaria e del camino. Il primo motivo è una costruzione del camino non a regola d’arte che comporta inadeguatezza tecnica (addirittura nel 55% dei casi) mentre la seconda è una cattiva manutenzione dello stesso.

1. Costruzione del camino non a regola d’arte

Spesso assistiamo ad un sistema di costruzione delle case in modo affrettato e con isolamenti poco accurati. Per questo gli incendi delle canne fumarie danneggiano sempre più frequentemente anche i tetti, creando danni non indifferenti.

Scrivere queste righe mi rattrista davvero molto. Avendo ricevuto una formazione da architetto prima di diventare un Vigile del Fuoco credo che tutto ciò sia davvero assurdo e decisamente imbarazzante.

Ahimè, questa è la triste realtà contro la quale combattiamo ogni giorno. Spesso mi vengono i brividi quando ho l’occasione di vedere certe – passatemi il termine – “porcate costruttive” che interessano sempre di più le case appena costruite o ristrutturate. 

Il problema principale non è il tubo d’acciaio o quanto previsto dalle nuove norme: è il sistema di isolamento di certi passaggi della canna fumaria che non funziona! Non è un caso che l’incendio non si limiti più alla sola canna fumaria, come accadeva una volta. Oggi l’incendio alla canna fumaria diventa puntualmente un incendio di tetto!

Se la canna non è ben isolata e il fuoco riesce a entrare nell’intercapedine tra le tegole/lose e il soffitto, l’incendio diventa ben difficile da controllare. Nel giro di pochi minuti potete dire addio alla vostra bella e tanto sognata casetta…

Durante i vari interventi, noi Vigili del Fuoco riscontriamo spesso canne fumarie di sezione insufficiente, costruite con materiali non idonei a sopportare alte temperature o rimaneggiate più volte nel corso delle ristrutturazioni. 

L’errore più comune è quello di realizzare dei condotti fumari di acciaio inox privi di un’adeguata coibentazione – isolazione termica e senza rispettare le distanze minime dagli elementi di fabbrica combustibili (legno, isolante sintetici, etc).

Se è pur vero che tale tipologia di camino garantisce un’ottima tenuta ai fumi e all’acqua di condensa, è altrettanto vero che l’acciaio presenta un’elevata conducibilità del calore.

Un consiglio per ridurre i rischi

Se proprio non si riesce ad isolare il tubo in inox, riducendo i rischi, è possibile evitare danni ingenti scatenati da un incendio con la posa di uno strato di materiale resistente al fuoco (almeno EI 60) al di sopra del tavolato inferiore. L’eventuale incendio della copertura non potrebbe così propagarsi al di sotto dello strato resistente al fuoco, limitando i danni e consentendo l’utilizzo delle abitazioni anche subito dopo l’estinzione e la sistemazione provvisoria del tetto.

Particolare attenzione va posta nella costruzione di edifici interamente realizzati con strutture in legno. Con la tecnologia dell’intelaiatura con intercapedini isolate, in caso di incendio, si rischia la distruzione completa dell’edificio in breve tempo.

Errori comuni nella costruzione del camino

Quindi, ecco la lista degli errori più comuni nella realizzazione di un camino:

  • Classe di temperatura del camino inferiore a quella nominale effettiva dei fumi: ad esempio un camino con T160, adatto per caldaie a gas, usato invece per una stufa a legna, con temperatura dei fumi ben maggiore;
  • Presenza di materiali combustibili nel camino (travi di legno, assi, moquette, etc) a distanza inferiore a quella indicata sul codice del camino (ad esempio una trave posta a 10mm, quando il codice del camino prevede una distanza minima di 50mm);
  • Camino non “denominato” per incendio fuliggine, ossia non testato per tale evento, ed invece utilizzato per combustibile solido;
  • Camino non montato correttamente, e quindi con possibili punti caldi (temperatura superficiale esterna superiore rispetto a quella determinata nelle varie prove di collaudo dei materiali);
  • Dimensionamento errato dell’impianto termico e del camino.

Detto questo, mi sento nelle condizioni di suggerire a chiunque legga questo articolo di avere piena coscienza di come sia strutturato il proprio camino. Che tu sia proprietario di casa, affittuario o altro, questo aspetto è assolutamente fondamentale. Soprattutto in vista di un incidente (non lo auguro nemmeno al mio peggior nemico). Nel momento in cui ti troverai nelle condizioni di effettuare una segnalazione sarete in grado di aiutare la sala operativa e di conseguenza la squadra che interverrà. Ogni secondo risparmiato è un secondo guadagnato.

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2. Cattiva e/o mancata manutenzione del camino

Si classifica al secondo posto, con un ottimo 20% dei casi, la cattiva e/o mancata manutenzione del camino. Esatto, tutto ciò è davvero assurdo.

Spesso e volentieri diamo per scontato quanto sia importante mantenere pulito e funzionante un oggetto. Questo capita dalla cosa più piccola e banale a quella più grande e pericolosa in termini di salute e sicurezza.

Come affermato in precedenza, ribadisco nuovamente che la fuliggine è un ottimo combustibile e, grazie al notevole flusso di aria, potrebbe causare una violenta combustione che produce rapidamente molto calore. Questa può raggiungere anche 800-1000°C, arroventando la superficie interna, crepando le pareti della canna e i muri confinanti, col pericolo di estendere l’incendio ai mobili e alle travi dei soffitti e dei tetti. 

All’esterno le faville che escono dal comignolo possono ricadere su materiali combustibili e innescare incendi all’esterno dell’abitazione o in edifici o costruzioni adiacenti. Inoltre possono cadere nel canale di gronda (dove possono esserci foglie secche, spini, etc) e innescare una combustione nell’intercapedine del tetto. Braci e faville possono anche essere portate dal vento in condizioni pericolose.

Inoltre, la recente diffusione di tetti di tipologia ventilata e struttura portante in legno comporta, sotto l’aspetto antincendio, una facile e rapida propagazione delle fiamme, una difficile individuazione del focolaio a causa dei numerosi possibili percorsi dei fumi, e poi, in fase di spegnimento, una certa difficoltà di attacco delle zone coinvolte dalla combustione perché favorendo la circolazione dell’aria rende più veloce la propagazione delle fiamme.

Quindi, sento il dovere di fare un enorme appello a tutti i lettori di Portale Sopravvivenza, anche a te che mi stai leggendo.

Per favore, effettuate costantemente la manutenzione delle canne fumarie della vostre case!

Prepper e camino

Viste le continue problematiche invernali derivate dai camini, il conseguente intervento dei Vigili del Fuoco e i gravi danni causati dalle stesse, se anche tu possiedi un camino o una stufa a legna e derivati, dovresti mantenere la loro canna fumaria in perfetta efficienza così da scongiurare il più possibile eventuali danni a persone e cose. Assicurati di effettuare una tempestiva e accurata pulizia ogni 40 quintali circa di combustibile usato. Dovrebbe bastare quindi almeno una volta per stagione.

È opportuno liberare la canna fumaria dalla fuliggine che si forma lungo le pareti interne del dispositivo. Questa pulizia può essere effettuata da specialisti, da persone con una certa manualità e soprattutto o da individui con un’ottima propensione al prepping.

Esatto, anche in questo caso essere un prepper comporta notevoli vantaggi.

Per entrare nel merito di questa pratica, ho creato una guida che puoi scaricare gratuitamente da Portale Sopravvivenza.

Tieniti forte e presta molta attenzione!

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Foto di Enrique Hoyos da Pexels

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