Impronte di cinghiale o capriolo? Come riconoscere le tracce

Le situazioni in cui un prepper potrebbe aver bisogno di saper riconoscere le tracce degli animali come le impronte di cinghiale sono numerose e spaziano dalla semplice escursione tra i boschi alla gestione dell’orto fino alla caccia.

Approfondire l’arte del tracking è fondamentale anche in caso di SHTF e in TEOTWAWKI dove il rapporto uomo-natura potrebbe diventare rapidamente molto meno bucolico rispetto a quello che siamo abituati a vivere abitualmente.

Il passaggio di un cinghiale nel nostro orto oggi, potrebbe darci fastidio ma avremmo comunque il supermercato per recuperare un po’ di patate: in caso di TEOTWAWKI no. In questo articolo ci concentreremo soprattutto su come riconoscere le tracce del cinghiale, spesso confuse con quelle del capriolo, ma più pericoloso e distruttivo.

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Le impronte di cinghiale

Il cinghiale vive in quasi tutti gli ambienti e si differenzia dagli altri ungulati (cervi, daini, caprioli) per il passo pesante e caratteristico.

L’impronta del cinghiale si riconosce in primis per gli speroni pronunciati e sporgenti verso l’esterno ma anche per il contorno marcato: lo zoccolo è infatti molto robusto e nel terreno l’impronta risulta molto evidente.

Le dimensioni dell’impronta del cinghiale possono variare dai 3 ai 9 cm per la lunghezza e dai 2,5 ai 7 cm per quanto riguarda la larghezza. Questa variazione di centimetri è data dal fatto che il cinghiale, nel nostro paese, può raggiungere anche una stazza molto vicina ai 200kg di peso.

Sicuramente uno dei dettagli a cui si può prestare attenzione è la forma, perché se risulta più arrotondata sarà di un esemplare adulto mentre se è evidentemente più appuntita potrà essere attribuita ad un esemplare più giovane.

Impronta di cinghiale o capriolo? Le differenze

La sporgenza verso l’estero degli speroni del cinghiale ci aiuta a distinguerla dall’impronta del capriolo che possiede anche unghie sottili che rimangono nella forma dell’impronta tanto da non vedersi se non c’è fango profondo o neve.

© Maya Gemello per Portale Sopravvivenza

Il capriolo, essendo un piccolo cervide, lascia la classica impronta a “zoccolo diviso” che generalmente misura 5 cm di lunghezza e 3 cm di altezza.
La sua impronta può vagamente ricordare un cuore allungato.

L’andatura più frequente del capriolo è il passo e in questo caso le impronte si distanzieranno di circa 30 cm e l’animale poggerà le zampe posteriori esattamente nel punto in cui si trovavano quelle anteriori.

Per gli altri come il daino e il cervo per forma sono come quelle del capriolo ma variano di dimensione, quest’ultimo le ha più piccole del daino o del cervo.

Imparare a riconoscere le tracce fresche

Per seguire le tracce è indispensabile procedere con calma e lentamente, controllando tutti i segnali che il cinghiale può lasciare come, ad esempio, l’impronta stessa, l’erba schiacciata, i rametti spostati, le foglie smosse, le tracce di fango e perfino gli odori.

È utile abbassarsi con lo sguardo al livello del terreno per individuare meglio il percorso fatto, cogliere movimenti e vedere eventuali buchi nella vegetazione che stando in piedi non riusciremmo a vedere. Per non perdere le tracce è bene controllare di seguire quelle giuste cioè quelle fresche e non lasciarsi portare fuori strada da altre tracce più vecchie.

Alcuni “trucchetti” per capire se l’impronta di cinghiale è fresca consiste nell’osservare se l’erba all’interno dell’impronta è schiacciata, se non ci sono piccole ragnatele all’interno della traccia e se i contorni sono netti e non frastagliati da agenti atmosferici.

È molto utile controllare le creste dell’impronta per verificare che il grado di asciugatura del fango sia lo stesso, tenendo presente che in un posto scoperto seccheranno più velocemente che nel sottobosco. Inoltre, la rugiada o la nebbia, per esempio, mantengono le impronte più fresche di quello che in realtà sono. Se c’è acqua nella traccia vedere se è torba o se ha depositato.

Ci sono mille sfaccettature da tenere in considerazione compreso il comportamento generale dell‘animale che seguiamo. L’esperienza, come in qualsiasi altro campo, non guasta.

Le abitudini del cinghiale

È di estrema importanza conoscere le abitudini della specie che vogliamo osservare. Il cinghiale, per esempio, solitamente si alza dal giaciglio la sera e pastura durante tutta la notte. La mattina presto cerca gli insogli (luoghi fangosi e acquitrinosi) per rotolarsi nel fango. Successivamente va a rimettersi in zone molto folte come rovi, ginestrai, canneti, prima che faccia giorno. In linea di massima quindi conoscere le abitudini generali e interpretare i segni e le tracce lasciate ci aiuta a seguire l’animale.

La maggior parte degli animali predilige muoversi nell’oscurità della notte e il momento migliore per cercare di scovarli sono l’alba e il tramonto.

E se incontro un cinghiale durante un’escursione?

Il cinghiale come quasi tutti gli animali selvatici tende a scappare alla vista dell’uomo. Leggi anche: La vipera italiana: cosa fare se la incontriamo

Eppure esistono tre casi in cui potrebbe non accadere:

  1. quando non trova via di fuga per via di uno sbarramento o di una parte verticale: il suo istinto sarà quindi quello di percorrere la nostra direzione e puntarci. Non perdiamo la calma, teniamo le dovute distanze e liberiamo presto il passaggio spostandoci verso l’alto senza azioni che potrebbero infastidire ulteriormente l’animale già in forte stato di stress;
  2. quando è una femmina seguita dai suoi cuccioli: non procedere nella sua direzione. In questo caso bisogna prestare estrema attenzione perché il suo istinto di attaccarci potrebbe essere più forte. Ritorniamo sui nostri passi senza perderla di vista e non compiamo gesti bruschi. Il branco troverà presto la via di fuga migliore;
  3. quando al nostro fianco c’è il nostro fidato cane: teniamo al guinzaglio il nostro cane onde evitare che si possa spingere al limite tra contatto e attacco del cinghiale mettendo in pericolo anche noi. Torniamo sui nostri passi e allontaniamoci mentre aspettiamo che il cinghiale trovi la sua via di fuga.
Riconoscere le tracce degli animali - Impronte di cinghiale
Foto di Alexas Fotos da Pexels

Alcune note conclusive

Finché non passiamo in TEOTWAWKI, la caccia nel nostro territorio è regolamentata da leggi statali e regionali. Evitate dunque di improvvisarvi cacciatori, sia per non incorrere in sanzioni penali che per salvaguardare la vostra incolumità.

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Foto di Magda Ehlers da Pexels

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