Galline ovaiole: 12 consigli per acquistarle e gestirle

Gallina ovaiola Isa Brown

E così, dopo avere allestito un pollaio grazie ai nostri preziosi suggerimenti, è giunto il momento di comprare le tue prime galline ovaiole!

In questo articolo diamo per scontato che la tua intenzione sia quella di puntare all’autoproduzione per uso personale, tutt’al più con un poco di surplus stagionale, ma senza allestire un business commerciale.

Magari sei così fortunato da ricevere qualche gallina in regalo da un amico a cui sono nati troppi pulcini. Benissimo, oltre che essere gratis hai la soddisfazione di avere degli animaletti nati in un cortile e non dentro una macchina incubatrice! Ricorda, però, che come ho spiegato nel precedente articolo sei comunque tenuto a registrarti presso l’ASL come allevatore / detentore di galline. Non ci sono costi o bolli da pagare, ma la sanità pubblica deve tenere traccia della diffusione del pollame.

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Orbene, se a caval donato uccel donato non si guarda il becco, ecco una checklist in 12 punti per scegliere i tuoi esemplari, se decidi di acquistarle.

#1 Prediligi una razza ovaiola

Ok, le razze “ornamentali” come la bellissima nana Serama o le pennutissime Cocincina saranno anche stupende, ma non sono certi delle grandi produttrici di uova. Oltretutto, il costo delle ornamentali è di 4-10 volte superiore a quello delle ovaiole!

#2 Comincia con una razza economica

La classica Isa Brown / Isa Warren, tipica gallina ovaiola bruno-rossa, è una razza ibrida che si acquista in qualsiasi consorzio agrario per 10-12 euro. È un’ottima produttrice (250 uova l’anno), e, pur incrociando le dita, se proprio un predatore approfittasse della tua inesperienza non ne avresti un danno economico enorme.

Altra razza economica è la ibrida nera, un poco più cicciottella, o la livornese bianca, che però ti confesso aver dato parecchi problemi a diverse persone. È una razza che tende a volare anche per decine di metri se non le spunti regolarmente le penne delle ali, e manifesta una certa aggressività violenta e sanguinaria verso le altre razze o le proprie simili.

#3 Non comprare troppe galline

Senza voler fare della morale animalista, rispettare la dignità delle tue galline significa migliorarne la qualità della vita, la longevità e la produzione di uova. Fai in modo di dare almeno 1 mq di spazio aperto per gallina. Se la recinzione del tuo pollaio misura 2×5 metri, non tenere più di 10 galline ovaiole. Meglio qualcuna di meno che qualcuna di più! Il sovrappopolamento le rende nervose e violente: produrranno meno uova e potrebbero persino ammazzarsi tra di loro.

#4 Non comprare subito un gallo

Certo, i galli difendono fieramente le femmine dai piccoli predatori tipo topi e furetti, ma ovviamente non hanno speranze contro le volpi. Inoltre non c’è un modo delicato per dirlo: i galli sono dei sessuomani, e tendono a cercare di accoppiarsi quasi quotidianamente. La saggezza contadina insegna che servono 10 galline per tener compagnia a un gallo!

Ma il punto è questo: in qualità di principiante, sei sicuro di volere 10 o 20 pulcini nel giro di un mese, magari arrivando a 50 – 60 in un anno? Inoltre i galli sono violentemente territoriali competitivi tra loro, e se ne possiedi più di uno devi assolutamente separarli dividendo il pollaio, ognuno col proprio harem. C’è chi tiene le galline per anni e preferisce non possedere mai un gallo, piuttosto acquistando esemplari nuovi in consorzio alla bisogna.

#5 Raccogli sempre le uova

Mi sembra ovvio! Ma se lasci che in un nido si accumulino dalle 10-12 uova in su, per esempio perché c’è qualche giorno di temporale e non hai voglia di uscire, si crea il rischio che qualche gallina sviluppi l’istinto di covarle, persino se non sono fecondate! La cova è un processo stressante per la chioccia, la quale per 4-6 settimane non deporrà più uova, non lascerà quasi mai il nido e si nutrirà pochissimo.

uova sopra paglia con uovo centrale aperto - uova dreidatate

Addirittura, nelle galline nate in incubatrice e cresciute senza le cure materne, questo istinto può essere così distorto e male sviluppato da indurle a morire per denutrizione. Ci sono vari modi per far cessare questo comportamento, ma sono abbastanza traumatici per l’animale: i nonni erano soliti prendere la chioccia e immergerle il didietro nell’acqua gelata! In ogni caso, anche se rimuovi le uova la gallina continuerà imperterrita a covare il nido vuoto per settimane.

Consiglio a margine: se invece hai un gallo e vuoi lasciar covare, sappi che la tacchina è una grande covatrice di uova altrui, e grazie alle proprie dimensioni può facilmente far schiudere anche 20-25 pulcini!

Leggi anche: Uova disidratate: come prepararle

#6 Valuta se e quando sostituirle

Le galline ovaiole producono le prime uova intorno al sesto-settimo mese di vita. Da quel momento, depongono circa 250 uova l’anno nei primi due anni di vita, per poi calare di produttività man mano che invecchiano. Dopo il quinto anno, è già tanto se depongono un uovo a settimana nei soli mesi caldi, per un totale di 30-40 uova annue!

Sta a te decidere se affezionarti alle tue galline ovaiole e tenerle per compagnia fino alla loro dipartita o se farne ottimi brodi e bolliti. Personalmente trovo che siano prelibate, e, mettendo da parte gli isterismi vegani dei cittadini abituati a comprarsi il seitan industriale al supermercato, ho il coraggio di sopprimerle di mia mano, senza delegare la macellazione agli alienanti mattatoi-lager che riforniscono supermercati e macellerie, dove i polli da carne vengono ammazzati a 3-4 mesi di vita. Se proprio non ti senti capace di macellarle (ed esistono moltissime guide anche nel web), COSA DIAVOLO CI FAI SU UN SITO CHE PARLA DI SOPRAVVIV, puoi sempre regalarle a qualcuno che voglia tenerle come compagnia da cortile!

#7 Attento a inserire nuovi esemplari

Esercizio: se la nonna ha sei galline e ne muore una, ma il giorno dopo ne compra due, quante galline avrà la nonna?
Risposta: sempre cinque. Se hai risposto “sette”, non hai tenuto conto del fatto che le galline fanno branco, e accolgono sempre con violenta ostilità le nuove arrivate, talvolta cavandogli gli occhi o uccidendole a beccate!

Per agevolare l’inserimento di nuovi esemplari io conosco due trucchi:

  • puoi isolare per qualche giorno le ultime arrivate, per esempio dividendo il pollaio con una rete, così che tutte si abituino ai nuovi odori, magari scambiando addirittura il guano di una parte con quello dell’altra!
  • Oppure puoi impregnare leggermente uno straccio di gasolio (non benzina!), e passarlo sulla schiena di tutte le pennute, vecchie e nuove: questo confonderà il riconoscimento olfattivo riducendo il rischio di aggressioni.

#8 Parla alle tue galline

No, non sono matto, ma se le galline imparano a riconoscerti e a non temerti nel giro dei primi mesi, sarà più facile radunarle per portarle a razzolare in un campo di giorno o riportarle al chiuso la sera, perché ti seguiranno in gruppo! Oltre tutto, non rischierai di essere beccato su mani a piedi quando prelevi le uova dal nido.

Allestire pollaio guida - Portale Sopravvivenza

#9 Le galline fanno politica

Fanno spesso a botte, persino tra sorelle nate assieme! È noto che siano animali fortemente sociali ma gerarchici, che stabiliscono addirittura un “ordine di beccata” dove una può beccare quelle sotto di sé ma non quelle al di sopra. A volte però qualcuna prova a sovvertire l’ordine stabilito, sfidando e sottomettendo quella a capo.

Lasciale fare, è la loro natura e anche se queste elezioni democratiche possono protrarsi per giorni, le zuffe comportano al massimo la perdita di una manciata di piume… Tranne se si tratta di galline livornesi. In quel caso, quei demoni ti faranno sguazzare in un bagno di sangue e budella.

#10 Occhio alle stagioni

Se parliamo di estremi, le galline soffrono di più il caldo che il freddo, ma vediamo come agevolarne la vita:

  • d’estate assicurati che abbiano abbastanza zone d’ombra all’aperto in cui rifugiarsi, presso le quali è bene lasciare dell’acqua fresca. Se il tuo pollaio è completamente recintato a rete, l’ideale è legare dei pannelli di legno o plastica di almeno 1 mq sui lati sud, est e ovest. Ho visto personalmente delle galline morte per il caldo di agosto a causa della superficialità di un proprietario scellerato!
  • d’inverno si scaldano stando vicine tra di loro, ma tu assicurati che non ci siano correnti d’aria dentro il pollaio e chiudi le eventuali finestre con delle lastre di plexiglas o plastica trasparente. Se di notte gela, controlla assolutamente che l’acqua degli abbeveratoi non congeli, perché le galline soffrono rapidamente la disidratazione. Pensa a quanta acqua c’è dentro un uovo! Nei giorni più freddi, scalda una pentola d’acqua senza farla bollire, e inzuppaci dentro abbondante pane vecchio: un pasto caldo ogni tanto incoraggia la deposizione di uova. D’inverno la produzione di uova crolla di un buon 70-90%, ed è fisiologico e normale: se da aprile a ottobre una gallina depone un uovo al giorno tutti i giorni senza sosta, tra inizio dicembre e inizio marzo depone a malapena un uovo a settimana!

#11 Le galline ovaiole non sono tutte uguali e non sono delle macchine

Alcune galline ovaiole sono migliori produttrici, altre sono più docili, altre nascono sfortunate e nonostante le cure producono uova piccole e fragili. Soprattutto nelle razze ovaiole ibride, economiche ma nate in incubatrice. Il loro patrimonio genetico è abbastanza povero, privato dalla selezione naturale che, in una fattoria di campagna, porta solo i migliori esemplari a sopravvivere e riprodursi.

#12 Uova fragili?

La carenza di calcio può portare alla produzione di uova dal guscio più sottile, o addirittura inesistente! In rari casi la gallina espelle l’uovo liquido, completamente senza guscio, o altre volte può deporre un curioso uovo “molle” dotato del solo involucro interno, come se fosse rivestito di pelle. Queste stranissime uova sono sane e consumabili, se non si danneggiano.

Ti ricordo che anche per le galline ruspanti conviene integrare la dieta con del mangime specifico per ovaiole, che deve essere ricco di proteine (di solito la soia) e calcio (gusci di ostrica e ossi di seppia tritati). La saggezza contadina insegna anche a RICICLARE I GUSCI, invece di buttarli! Lasciali asciugare, poi tritali e aggiungili ai loro mangimi e pastoni, così che possano riassorbirne il calcio.

Questo è più o meno tutto. Se hai delle osservazioni o delle domande, o se hai mai visto una gallina livornese priva di istinti omicidi, parliamone qui nei commenti o nel forum!

Leggi anche:
Il pollaio: come allestire una risorsa inestimabile
Uova disidratate: come prepararle
Come capire se le uova sono commestibili

Foto di Alexas Fotos, Alison Burrell e Souvik Pradhan da Pexels

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