Dente di leone: parti commestibili e come mangiarle

Dente di leone

Il dente di leone è commestibile? Sì e possiamo assumerne il fiore, le foglie e anche le radici. Contrariamente alla credenza popolare, questa piccola pianta dal fiore giallo, anche chiamata comunemente tarassaco, è molto di più che una semplice erbaccia fastidiosa.

Questo fiore, infatti, ha una miscela unica di sapori: speziati, terrosi, dolci e amari. Possiamo gustarlo al naturale, oppure mescolarlo con cibi e bevande.

In questo articolo vedremo quali sono le parti commestibili e come consumarle. Puoi sfruttare queste conoscenze fin da subito ma, alcune di queste, potrebbero anche tornarti utili in TEOTWAWKI, quando ti troverai a pensare a scorte di cibo alternative partendo dalle piante intorno alla tua BOL. In ogni caso, meglio fare subito pratica e adottare il nostro solito sistema da prepper!

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1. Il fiore del dente di leone

I petali del dente di leone hanno un sapore estremamente dolce e ricco. Funzionano come dolcificante e possono essere usati come alternativa al miele, soprattutto all’interno di tè, camomille e tisane. Le loro proprietà sono essenzialmente depurative e disintossicanti, soprattutto per la cistifellea e il fegato.

Quando li prepari per il consumo, assicurati di usare un paio di forbici per tagliare i petali del fiore di tarassaco uno ad uno. Fai attenzione a non pizzicarli con le dita, altrimenti schiaccerai i petali e finirai per sprecare i preziosi succhi.

Puoi anche utilizzarli come infuso. Ecco alcuni modi per incorporare i petali di tarassaco nei pasti e nelle bevande quotidiane.

Confettura

Vuoi provare una confettura diversa dal solito? Sappi che i fiori di tarassaco producono una confettura molto delicata ed è perfetta se non ti piacciono le cose eccessivamente dolci.

Poiché si utilizzano solo i fiori, ne servono almeno 200 per fare una confettura di due vasetti. I prati abbondano di fiori di tarassaco in primavera, quindi non dovrebbe essere difficile recuperarne. Il procedimento non sarà rapidissimo dal momento che prevede una fase preliminare per “preparare” i fiori alla cottura che vanno prima puliti e poi fatti asciugare. Non ti diciamo di più: puoi trovare la ricetta in numerosi siti online.

Frittelle

Come per molte altre piante reperibili nelle nostre campagne e nei nostri boschi, come i fiori di sambuco o l’aglio orsino, anche i petali di dente di leone sono deliziosi da consumare fritti (in realtà dobbiamo ancora capire cosa sia cattivo quando consumato fritto!) e contengono pochissime calorie.

Per preparare le frittelle immergi i petali di tarassaco nella farina che solitamente usi per la frittura, quindi friggi tutto in una padella con dell’olio di semi. Per ottenere sapori più profondi e ricchi, puoi aggiungere varie erbe o spezie nella tua miscela di amido di mais.

Sciroppo e sorbetto

La chiave per un delizioso sorbetto di dente di leone è fare prima uno sciroppo di miele di tarassaco. Scalda i petali schiacciati in una casseruola con del limone e del miele per circa 30 minuti. Una volta ottenuta una miscela lasciala riposare, dopodiché filtra il tutto con un colino.

Una volta che lo sciroppo è pronto, basta usare un misurino per la dose e poi frullare tutto con del ghiaccio.

Boccioli di fiori sottaceto

I boccioli del dente di leone sottaceto costituiscono uno spuntino delizioso e croccante. Il procedimento è molto simile a quello del cappero.

Per farne un barattolo, prendi i boccioli non ancora schiusi e ponili in un barattolo pieno di sale e salamoia di aceto per almeno due settimane. Anche in questo caso, i procedimenti possono essere diversi: ti consigliamo la lettura di diverse fonti prima di metterti al lavoro.

Un campo di dente di leone o tarassaco

2. Le foglie del dente di leone

Le foglie del dente di leone hanno un gusto forte, piccante e un pochino terroso. Sono sapori però che si mescolano bene con cibi e bevande pesanti e salati.

Puoi utilizzarle in questo modo:

  • Insalata: mescola alcune foglie di tarassaco con il tuo tipo di insalata verde preferito. Otterrai un’insalata più ricca e profonda;
  • Saltato o brasato: basta brasare o soffriggere le foglie di tarassaco per ottenere un contorno dal gusto profondo con un solo ingrediente. Questo tipo di contorno si accoppia bene con cibi pesanti come le bistecche di maiale.
  • Insieme agli spinaci: le foglie di tarassaco hanno un sapore nocciolato e terroso che le rendono una buona alternativa agli spinaci. Puoi eventualmente mescolarle agli spinaci all’interno delle torte salate;
  • Zuppa: aggiungi qualche foglia di tarassaco alla tua zuppa per creare uno strato extra di sapori ricchi e amari. Per ottenere risultati di migliore degustazione, puoi abbinare un brodo fatto con carne di manzo o con il pollo come base della zuppa.

3. Le radici del dente di leone

Le radici del tarassaco hanno un sapore simile alla cicoria, che come sappiamo è piuttosto simile per amarezza anche al caffè. Chiaramente hanno note più amare e meno profondità complessiva. Può passare molto tempo prima che ci si abitui all’amarezza delle radici.

Puoi rendere questo ingrediente più appetibile e con un sapore più simile alla cicoria, mettendo in atto le seguenti tecniche di preparazione degli alimenti:

  • Ebollizione: è sempre bene far bollire le radici di tarassaco prima di aggiungerle a qualsiasi piatto o bevanda. Uccide i batteri esistenti e conferisce alle radici una consistenza più morbida e gommosa;
  • Decotto o estrazione: il decotto è il liquido estratto dalle radici di tarassaco bollente. Ti ricordiamo che questa pratica può essere fatta con qualsiasi tipo di erba;
  • Infuso di foglie o intriso: affetta le radici in tagli da 5 a 7 centimetri, quindi metti i pezzi in infusione in una tazza di tè caldo.

Note

Il tarassaco cresce facilmente quasi dappertutto, ma non cibarti di quelli nati in luoghi inquinati.

È controindicato in caso di gastrite e ulcera peptica, epatite e infiammazione o calcoli delle vie biliari. Potrebbe smuovere i calcoli e provocare una colica. L’abuso o l’uso improprio può causare, invece, turbe idroelettriche.
Il tarassaco è sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento 

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Foto di Francesco Ungaro e photokip.com da Pexels

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