Crisi alimentare: davvero non dobbiamo preoccuparci?

Crisi alimentare e prepping

Crisi alimentare. Forse in questo momento starai pensando: come potrei mai vivere una cosa simile? Viviamo circondati di supermercati pieni, il cibo è ad ogni angolo…
A differenza delle generazioni più anziane, probabilmente nessuno di noi ha sperimentato la fame: al massimo potremmo aver provato la sensazione di saltare 3 pasti di fila o stare a stecchetto per periodi più o meno prolungati. Non molto piacevole, vero?

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Per chi è nato dopo la Guerra, certe privazioni esistono soltanto nei racconti, come quelli di mio nonno che durante la guerra in una cittadina del vercellese bramava frutta fresca come l’oro. Non avere a disposizione verdura o frutta oggi? Fantascienza! Eppure, al contrario di ciò che la gente pensa, le crisi alimentari sono molto comuni. In effetti ci sono Paesi e regioni che ne stanno attraversando uno proprio ora, dovuta magari ad un conflitto o un disastro naturale che pensavano non avrebbero mai vissuto, esattamente come lo stai pensando tu ora.  Non cadere mai nella trappola di credere che certe cose possano accadere soltanto agli altri e che alcuni paesi che ti sembrano tanto lontani, siano molto diversi da quello in cui abiti ora. 

La fame nel mondo

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) stima che quasi 820 milioni di persone, ovvero una persona su dieci, non ha avuto cibo a sufficienza solo due anni fa, nel 2018. 690 milioni hanno sofferto di fame cronica.

Poi è arrivato questo disastroso 2020: una pandemia globale, una devastante invasione di locuste e una recessione economica che ha colpito ogni angolo del pianeta. La forte ripercussione di tutte queste crisi sta rapidamente incrementando l’insicurezza alimentare e nutrizionale di milioni di persone, ma soprattutto delle persone più vulnerabili. Secondo le previsioni iniziali, la pandemia e le sue conseguenze economiche potrebbero raddoppiare il numero di persone colpite da crisi alimentari acute. (FONTE: Global Hunger Index)

Il problema non è solo dei paesi in via di sviluppo: all’inizio dell’ultimo decennio, erano 16 milioni le persone denutrite nei paesi sviluppati.

Gli effetti della fame

Se non mangi per giorni, le tue condizioni peggioreranno e inizierai a perdere peso. Il tuo corpo consumerà prima le riserve di grasso, poi le tue proteine (muscoli). 
Se non trattata, la fame può portare a disabilità mentale o fisica, malattie (rachitismo, scorbuto…) e, all’estremo, alla morte. Un uomo medio non può sopravvivere in assenza di cibo per qualche settimana (circa 4) ma una crisi alimentare può durare mesi o anni. E non basta fare scorta di cibo per preparare adeguatamente te stesso e la tua famiglia. Considera che potresti sviluppare malnutrizione se ti manca una sola vitamina nella dieta. Ecco perché è molto importante iniziare a prepararsi o anche solo rifletterci su, considerandolo uno scenario non così lontano dalla realtà.

Che cosa crea crisi alimentari?

Ci sono molte ragioni per cui le persone non possono coltivare o acquistare cibo a sufficienza per sfamare le proprie famiglie. La maggior parte dei motivi che causano una crisi alimentare sono una combinazione dei problemi che elencheremo di seguito. Una crisi alimentare si sviluppa quando le famiglie sperimentano questi fattori per lungo tempo e non hanno modo di affrontarli.

A. POVERTÀ

Il motivo principale per cui la maggior parte delle persone non è in grado di nutrirsi è che non può permetterselo. E questo è esattamente il problema in molti paesi poveri, ma non solo. Potresti pensare che la povertà non possa essere un fattore importante, ma in un grande evento economico come la crisi da Covid19 le cose potrebbero iniziare a sfuggire di mano rapidamente. Quando l’economia crolla, il cibo scarseggia, come durante la  carestia nordcoreana del  1994-1998

Nella prima guerra mondiale la Germania capitolò a causa del collasso economico. Le famiglie stavano effettivamente morendo di fame a casa: 763.000 civili tedeschi morirono di fame e malattie causate dal blocco alleato. Questo è solo un esempio, ma ci sono centinaia di scenari simili.

B. DISASTRI NATURALI

Siccità, inondazioni, uragani, tsunami e terremoti possono interrompere i mezzi commerciali di alimentazione. Ne abbiamo parlato spesso su Portale Sopravvivenza (ES: Scorte alimentare: perché dovresti farle (prima)) Potresti avere tutti i soldi del mondo ma zero cibo da comprare. Potresti anche erodere il tuo denaro con pochissime quantità di cibo vendute a cifre esorbitanti.

Quando l’uragano Katrina ha colpito nel 2005, molte persone bloccate a New Orleans hanno sopportato la fame, poca acqua e scorte di emergenza limitate per giorni. Quello che è successo durante Katrina potrebbe anche accadere su scala più ampia con il peggioramento della crisi climatica. Il cambiamento climatico sta avendo un maggiore impatto sulla produzione alimentare poiché siccità e inondazioni diventano più frequenti e più gravi. 
I disastri naturali sono molto reali ed è molto probabile che si verifichino anche più di una volta nella vita o possano durare anche a lungo: abbiamo dati su almeno 127 grandi carestie. Certo, la logistica non è più quella del passato ma accedere al cibo potrebbe comunque essere difficile o molto costoso.

In questo gruppo rientrano anche disastri naturali dovuti a invasioni di insetti, come avvenuto quest’anno con le cavallette (Invasione di cavallette senza precedenti affligge l’Africa).

C. CONFLITTI

Le crisi alimentari sono molto spesso associate a conflitti. La guerra rende la consegna di cibo molto più difficile, soprattutto se gli operatori umanitari vengono attaccati e le provviste vengono saccheggiate. 
Il conflitto può allontanare le persone dalle loro case e dal loro normale approvvigionamento alimentare, lasciarle incapaci di permettersi il cibo o semplicemente impedire loro di piantare. 

Durante il secondo conflitto mondiale, non era insolito sottostare a rigidi razionamenti. In Inghilterra, ogni settimana un adulto aveva diritto ad un etto di strutto o burro, un etto di pancetta, due uova, circa 2 etti di carne, circa 60 grammi di tè e frutta e verdura a volontà se disponibile. Nel frattempo, come affermò Laura Briggs, figlia di un piccolo proprietario terriero in Idaho, “erano davvero bei tempi per chi possedeva una fattoria”. Gli agricoltori negli Stati Uniti videro i loro redditi salire del 156% durante la guerra, raggiungendo un livello di benessere mai visto prima.

Nella storia recente, la guerra più mortale nella storia africana moderna ha ucciso 5,4 milioni di persone, principalmente a causa di malattie e fame, rendendo  la Grande Guerra d’Africa il conflitto più mortale al mondo dalla seconda guerra mondiale. 

D. PATOLOGIE E VIRUS

Anche le carenze alimentari sono spesso associate a epidemie diffuse, come il recente Covid19. 
Nel 2005, focolai di virus Marburg, simile all’ebola, in Angola hanno esercitato pressioni sulle forniture di cibo poiché le consegne sono cessate a causa della mancanza di conducenti. 
Hai mai visto il film Contagion? Se il Covid19 ci avesse colpiti così duramente da interrompere la catena dell’approvvigionamento, i problemi sarebbero stati ben più gravi di quelli che apparentemente oggi ci sembrano insormontabili.
Quando un nuovo virus mortale colpisce un territorio, le persone saranno a loro agio a lasciare le loro case perché, giustamente, entrare in contatto con il minor numero di persone possibile può salvar loro la vita. Se hai scorte di cibo, se hai i mezzi per produrlo, non dovrai preoccupartene o comunque preoccupartene in maniera minore.

Nel prossimo articolo approfondiremo alcune strategie che possono aiutarci a contenere almeno in parte il problema: Crisi alimentare: strategie di preparazione.

Scopri anche il nostro ultimo ebook: Guida pratica alle scorte alimentari

Foto di cottonbro da Pexels

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1 commento
  1. Salve a tutti!
    Grazie per tutto il lavoro svolto!
    Mi permetto di aggiungere un ulteriore causa :

    Problemi cronici nella logistica, che potrebbero essere innescati da carenza di carburanti, o razionamento degli stessi, una crisi del genere potrebbe essere piú probabile di quanto pensiamo!
    E a peggiorare la situazione vi sarebbe l’effetto panico (che giá habbiamo vissuto nel 2020 in occasione del primo lockdown!)

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