Coronavirus: ultimi aggiornamenti dal mondo

termometro pastiglie e mascherina sopra cartina geografica - coronavirus

Dati aggiornati al 18/03/2020

Se in Cina i contagi da coronavirus stanno via via diminuendo e la situazione sembra andare verso una risoluzione, lo stesso non si può dire del resto del mondo con l’OMS che dichiara lo stato di pandemia. Cerchiamo di capire meglio com’è l’attuale situazione globale riguardo il Covid-19.

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Coronavirus in Cina

Dal “Paese del Dragone” giungono finalmente notizie positive. Il picco di contagiati da Covid-19 è stato superato. Nei giorni scorsi, la maggior parte degli ospedali costruiti in tempo record per fronteggiare l’emergenza sono stati chiusi. A Wuhan sono stati registrati nella giornata di ieri solo 13 casi positivi ma solo uno di loro è stato contagiato sul territorio nazionale. Gli altri risultano essere contagi di ritorno, ovvero di cinesi che hanno contratto il virus all’estero e sono rientrati in patria.

Ad oggi, la Cina registra un totale di 81.086 contagiati da Covid-19. I deceduti sono 3.241 e e il tasso di guarigione è salito a 86% con 69.717  persone guarite.

Unione Europea: misure e contagiati

Completamente diversa la situazione coronavirus in Europa, così come nel resto del mondo.

L’Italia, ad oggi, è il secondo paese al mondo per numero di contagi (31.506). Dopo la scoperta del primo focolaio nel lodigiano, in Lombardia, la situazione è via via peggiorata, con il Sistema Sanitario Nazionale che oggi è allo stremo. Per contenere la diffusione del virus, il governo ha adottato nelle scorse settimane misure sempre più stringenti, portando lo Stato intero al lockdown – un blocco che impedisce alle persone di spostarsi da un’area – per ridurre il più possibile le interazioni tra le persone (qui puoi scoprire cosa si può fare e cosa no durante la quarantena).

La Francia ha iniziato ad applicare da oggi misure di contenimento ispirate al modello italiano. Scuole e università chiuse, così come bar, ristoranti, cinema, teatri e tutti gli altri esercizi commerciali. Al momento, il governo francese non ha ancora ricorso al confinamento della popolazione nelle loro abitazioni, come ha fatto l’Italia. I contagi sono 7.695.

La Germania ha classificato come “alto” il rischio di contagio del coronavirus. Anche la cancelliera Angela Merkel ha annunciato che lo Stato tedesco adotterà misure simili a quelle dell’Italia per contrastare la diffusione del virus. Chiusi tutti i luoghi di possibile aggregamento tra persone. Contagi a quota 7.689 e in costante aumento, con la Baviera che dichiara lo stato di calamità dopo aver superato i mille contagiati.

La Spagna è il secondo paese più colpito in Europa, dopo l’Italia, con un numero di contagiati che si attesta oltre gli 11.000 individui. Anche qui le misure che lo stato spagnolo sta adottando seguono il trend di quelle degli altri paesi con la chiusura di scuole e della maggior parte degli esercizi commerciali. Anche la moglie del primo ministro Sanchez è risultata positiva al coronavirus.

Per quanto riguarda il Regno Unito, fino a pochi giorni fa non sembrava intenzionato a adottare misure di contenimento, in linea con gli altri paesi europei. Abbiamo sentito tutti nei giorni scorsi la frase infelice e raggelante del primo ministro Boris Johnson con cui comunicava alla popolazione di prepararsi perché “molte famiglie perderanno i propri cari prima del tempo”. Invece, nelle ultime ore, forse per via del brusco aumento di contagi (1.960), sembra aver cambiato idea. Johnson ha parlato di “misure drastiche” per fronteggiare la diffusione del virus, chiedendo al popolo inglese di ridurre tutte le interazioni interpersonali non necessarie, così come i viaggi. Scuole e università, però, non sono chiuse così come gli esercizi commerciali.

L’Europa, oramai nuovo epicentro del virus, si sta muovendo per chiudere le frontiere esterne per almeno 30 giorni, assicurando però il passaggio a cibo e medicine e permettere a persone residenti fuori dall’UE di tornare a casa. In aggiunta, molti Stati membri sembra stiano rinunciando temporaneamente alla libera circolazione interna stabilita dal Trattato di Schengen.

E in USA?

In passato il presidente Donald Trump ha minimizzato sulla gravità e la portata del virus, senza adottare provvedimenti adeguati e paragonandolo alla normale influenza stagionale. Negli ultimi giorni, però, sembra aver cambiato anche lui idea. In un suo recente discorso ha ammesso che “la situazione non è sotto controllo”, parlando anche di possibile recessione dell’economia americana e allo stesso tempo vorrebbe scongiurare parlando di un possibile pacchetto da ben mille miliardi di dollari per stimolare l’economia.

Intanto, le città di New York e Los Angeles che al momento sono le più colpite, hanno chiuso bar, ristoranti, palestre, teatri e cinema. Las Vegas chiude i suoi luoghi simbolo, i casinò. San Francisco chiede ai suoi abitanti di stare in casa per almeno le prossime tre settimane.

Qui sotto trovate un video di will_ita che spiega qual è la situazione e la criticità degli Stati Uniti nel combattere la diffusione del virus.

Coronavirus nel resto Mondo

Nessuno dei continenti sembra essersi salvato dal virus che è sbarcato in 155 nazioni. La Malesia ritiene che possa avere effetti peggiori di quelli che avrebbe uno tsunami. L’Australia ha chiuso le frontiere vietando alla popolazione viaggi all’estero. La Tunisia ha introdotto un coprifuoco dalle 18 alle 6 del mattino su tutto il territorio. Il Giappone ha cancellato i molti eventi all’aperto che caratterizzano la primavera giapponese, ma si lavora ancora all’organizzazione dei giochi olimpici che avranno luogo quest’estate sperando che tutto passi il più presto possibile.

Nei giorni scorsi l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – ha dichiarato Covid-19 una pandemia a tutti gli effetti. Vuol dire che il virus, per via della sua alta contagiosità tra gli uomini e la nostra mancanza di immunizzazione, si sta diffondendo ovunque.

Intanto gli Stati Uniti, l’Europa e  la Cina proseguono la loro corsa per trovare un vaccino efficace il più presto possibile, sperando che le misure di contenimento che si stanno adottando a livello globale rallentino il diffondersi del virus.

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