Birra fatta in casa: il procedimento

Procedimento birra fatta in casa

Anche se la birra non è propriamente di primaria necessità per la sopravvivenza (o forse sì? 😆) imparare ad autoprodursi qualcosa non è mai tempo sprecato!
In questa guida riporto la mia personale esperienza con la birra fatta in casa utilizzando il mosto già pronto, per motivi di tempo e di reperibilità di risorse. Tuttavia, potresti partire direttamente dal luppolo e dai cereali per giungere al prodotto finale.

Per iniziare, devi dotarti di tutta l’attrezzatura necessaria:
– Un fusto da 30 litri;
– Un gorgogliatole;
– Un densimetro.
Ho acquistato un kit già completo di tutto su birramia.it ma recentemente mi sono accorto che è disponibile anche su Amazon.

Il procedimento inizia dalla scelta del tipo di birra che si vuole produrre.Ne esistono infiniti tipi a seconda della provenienza, colore, intensità, aromi, ecc. Quella con la quale ho cominciato è una Dark Ale di origine australiana, caratterizzata da un colore rosso scuro e dal retrogusto amarognolo. Oggi su Amazon e su molti altri siti sono disponibili un’ampia selezione di aromi.

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Procedimento per la birra fatta in casa

STEP 1: Lavaggio e disinfezione dell’attrezzatura

È di fondamentale importanza pulire accuratamente tutti quanti gli strumenti che andrai ad utilizzare poiché la possibile contaminazione di questi potrebbe compromettere la qualità della birra. La soluzione utilizzata, presente anche nel kit, è il Metabisolfito di potassio.
Per preparare la soluzione disinfettante occorre circa un cucchiaio da cucina disciolto in circa mezzo litro d’acqua con il quale dovrai lavare tutti gli strumenti.Non serve risciacquare, basta passare la soluzione su tutta la superficie degli utensili e lasciar sgocciolare.

STEP 2: Riscaldare il malto

Per un miglior uso del malto è bene farlo riscaldare a bagnomaria poiché la consistenza di questo componente è simile al miele e quindi si lavora meglio una volta fluidificato. Prendi direttamente il contenitore (un grosso barattolo d’alluminio) e, ancora sigillato, immergilo nell’acqua contenuta in una pentola capiente. Attendi una decina di minuti, tempo che l’acqua diventi quasi bollente.

STEP 3: Il “Mosto Cotto”

In realtà il termine non è propriamente corretto ma prendilo per buono. Una volta riscaldato a sufficienza il malto contenuto del barattolo, aprilo e versalo in un’altra pentola aggiungendo 1 kg di zucchero e altri 3/4 litri di acqua. Mescola energicamente sino al completo scioglimento dello zucchero.
NB: il fattore “acqua” è determinante perché proprio le caratteristiche di quest’ultima daranno alla birra un apporto in più, quindi prediligete le acque di fonte o comunque di una certa qualità.

STEP 4: Travaso

Bene, giunto a questo punto, il grosso è fatto. Nel fusto precedentemente pulito e disinfettato, versa il contenuto della pentola con lo zucchero e il malto disciolto, aggiungendo acqua sufficiente a raggiungere i 25 litri complessivi. Fai attenzione inoltre che la temperatura non sia ne troppo elevata, ne troppo bassa, tra poco ti dirò il perché.

STEP 5: I lieviti

Il lievito è quello che permette a tutti gli ingredienti sin ora mischiati di sviluppare la componente alcolica del composto. Purtroppo ogni lievito ha delle caratteristiche proprie e bisogna tenerle in considerazione per non dover buttare tutto. Ogni lievito ha un range di “attivazione”, ovvero la temperatura minima e massima entro le quali il lievito si attiva e può avviare la fermentazione. In media un lievito ha un range tra i 20° e i 26° ma ripeto ogni lievito ha proprie caratteristiche ed è doveroso verificarle. Dunque, una volta riempito il fusto, aggiungi i lieviti e mescola energicamente, anche con l’aiuto di una frusta perché al contatto con l’acqua tendono a fare grumi.

STEP 6: Let’s Rock!

Bene, a questo punto puoi tappare il fusto e sistemare il gorgogliatore sulla sommità, riempendolo con dell’acqua per evitare che l’aria esterna possa entrare ma permettendo all’anidride carbonica sviluppata all’interno di fuoriuscire. Una volta sistemato anche quest’ultimo esercitate una leggera pressione sui lati del fusto: se l’acqua all’interno del gorgogliatore si muove allora è sigillato bene.

STEP 7: L’attesa

Il tempo di fermentazione della birra avviene in media in 5-7 giorni, periodo durante il quale il gorgogliatore non ti farà letteralmente dormire. Una volta diminuito il gorgoglìo è possibile saggiare, con l’aiuto di un densimetro se la fermentazione ha trasformato effettivamente il composto preparato in vera e propria squisita birra. Anche in questo caso, ogni birra ha una densità propria di maturazione e solitamente è riportata all’interno del “bugiardino” dentro la confezione.

STEP 8: L’imbottigliamento

In questa fase non solo dovrai imbottigliare la nostra birra ma ne determinerai l’effervescenza. Dopo aver lavato e asciugato le bottiglie, versa un po di soluzione di metabisolfito disciolto in acqua in ogni bottiglia e dopo averla agitata e svuotata mettila a scolare. Una volta travasata la birra e riempite le bottiglie, aggiungi dell’altro zucchero in ciascuna bottiglia e per questo ci sono degli appositi misurini a seconda della grandezza del contenitore (33, 50 e 75 cl).

Mi raccomando, affrettati a tappare le bottiglie dopo aver messo lo zucchero perché la seconda fermentazione inizia subito e rischiate di veder la tua preziosa birra finire sul tavolo a causa di una reazione simile a quella delle Mentos nella CocaCola.

STEP 9: Maturazione

La maturazione deve avvenire in un luogo fresco, buio e possibilmente asciutto. Fate attenzione a non metterle in posti troppo freddi perché ricordo inibiresti i lieviti. Il periodo di maturazione varia dalle 2 alle 4 settimane e, consiglio personale, cerca di portare pazienza ed attendere questo tempo… ne vale davvero la pena!
Detto questo, il procedimento per fare la birra è terminato. Non ti resta che provare anche tu e dirmi cosa ne pensi.
Sicuramente, o perlomeno per la mia esperienza, la soddisfazione che proverai nel bere qualcosa fatto interamente da voi vi farà sembrare il prodotto ancora più buono di quello che realmente è, perché non c’è cosa più bella di dire “questo l’ho fatto io”!

Ti interessa l’autoproduzione? Leggi anche “Come fare il nocino” e “Come fare il sapone”

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