Il realismo del Fallout nucleare. La seconda puntata di Chernobyl

Seconda puntata di Chernobyl – “Please Remain Calm”

Dove eravamo rimasti?
Ah si, gente che sta male, burocrati che minimizzano, uccelli che muoiono in volo.

Nella seconda puntata di Chernobyl (miniserie HBO di cui abbiamo già parlato in Morte, distruzione e una bella dose di gore) si pone l’accento sul Fallout nucleare e c’è da dirlo: brutta, brutta bestia.

Qualsiasi esplosione alza detriti nel cielo. Possono essere terra, polvere, rottami, acqua, materia organica, questa massa di detriti, in base al peso e alla potenza dell’esplosione si alza, si allontana, cade. Fino a quando parliamo di detriti “normali” una volta che sono caduti a terra, si ripulisce e la vita continua. Ma qui parliamo di roba radioattiva. Tutti possono pensare che un’esplosione atomica, il relativo “fungone” caratteristico e la palla di fuoco siano il peggior nemico della vita umana, ma esclusi i danni a brevissimo, breve e medio termine, i danni e gli effetti non sono così tremendi.

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Che differenza c’è tra Chernobyl e Hiroshima?

La domanda principale che viene in mente è: “perché Hiroshima e Nagasaki che son state nuclearizzate ora sono delle belle, grandi e vivissime città sicure, mentre Chernobyl è un deserto semi-radioattivo?”
La risposta è semplice: è questione di quantità. Little Boy aveva nella sua pancia metallica 64,13 kg di Uranio arricchito, mentre Fat Man 6,4 kg di Plutonio.
Nel Reattore 4 della centrale nucleare Vladimir Il’ič Lenin di Chernobyl erano contenute 190 tonnellate di materiale radioattivo. Ben 2969 volte la testata “Little Boy“.

Quale materiale radioattivo è stato rilasciato nel disastro di Chernobyl?

Ci sono quattro tipi di radionuclidi o isotopi radioattivi che sono di particolare interesse nell’esplosione:

  1. lo Iodio-131 che viene rapidamente assorbito dalla ghiandola tiroidea e aumenta il rischio di cancro alla tiroide infantile;
  2. il Cesio-137 che imita il potassio all’interno del corpo, accumulandosi nei muscoli;
  3. lo Stronzio-90 che agisce come il calcio, attratto dal parenchima osseo;
  4. il Plutonio-239 e altri isotopi invece, se inalati, possono rimanere nel corpo indefinitamente irradiando gli organi dall’interno.

Questi quattro elementi sono stati espulsi dalle esplosioni a distanze diverse, visto che hanno caratteristiche diverse come la massa e il punto di fusione. Lo Iodio-131 e il Cesio-137 sono materiali molto leggeri ed entrambi sono stati trasportati molto lontano. Hanno viaggiato per centinaia di chilometri ed è grazie a loro che ci siamo accorti del disastro anche in occidente (grazie Svezia!). Lo Stronzio-90, più pesante, è rimasto in polvere per 30 chilometri dalla centrale elettrica di Chernobyl, mentre il Plutonio-239 essendo fortunatamente uno dei materiali più pesanti al mondo ha volato “solo” per circa 4 km.

In più, lo Iodio-131 decade rapidamente, ovvero perde energia trasformandosi in un materiale stabile non radioattivo, ed è praticamente scomparso dall’ambiente dopo soli tre mesi. Sfortunatamente, il Cesio-137 e lo Stronzio-90 hanno entrambi un’emivita (tempo di dimezzamento) di circa 30 anni, il che significa che, ad oggi, il Cesio e lo Stronzio in giro da allora si è pressoché dimezzato. L’ultimo dei nostri amici, il Plutonio-239, uno dei principali isotopi nei reattori nucleari, ha un’emivita di oltre 24.000 anni, rendendo il raggio dei famosi 4 km un parco giochi non troppo piacevole.

Rendiamoci conto però che la maggior parte del materiale espulso è stato raccolto e messo al sicuro, quindi la radioattività del luogo non è così tremenda come si crede, anzi la zona è tranquillamente visitabile con un minimo di precauzione. Per altro, IMHO, è pure “vivibile” con un po’ di fatalismo, nel senso che si alza la “possibilità” di mutazioni che “possono” portare a tumori nell’arco della vita. Numerosissimi animali selvatici hanno trovato in quelle zone il loro paradiso a causa dell’assenza di attività umana, di coltivazioni, di pesticidi e dei tumori se ne fregano alla grande, intanto magari son già morti per altre cause prima di arrivare alla “vecchiaia”.

Dovute imprecis(az)ioni

Facciamo qualche breve accenno alle imprecisioni della serie Chernobyl rispetto alla realtà:

  1. La simpatica e sapientissima fisica nucleare Ulana Khomyuk non esiste e non è mai esistita. Il perché sia stata inserita sta tutto in questa frase tratta da GQ Italia:
    Ulana Khomyuk non è mai esistita ma sta a dimostrare una verità storica, una donna nel campo scientifico sovietico che in nome della scienza fa valere le proprie ragioni per proteggere milioni di uomini dagli errori di una società patriarcale superando le barriere di genere alla ricerca della conoscenza e della verità.
  2. Elicotteri che colpiti dalle radiazioni si frantumano in volo. Tra il 27 aprile e il 1 maggio, circa 1800 missioni di elicotteri da trasporto pesante dell’Armata Rossa depositano oltre 5.000 tonnellate di sabbia, piombo, argilla e boro assorbitore di neutroni sul reattore scoperto. Le radiazioni non distruggono elicotteri, men che meno in volo. L’unico elicottero precipitato sul reattore (alzando il numero delle vittime dirette da 28 a 32) ha colpito con le pale i cavi di una gru.
  3. La Suicide Squad: i tre operai volontari che devono immergersi per salvare l’Ucraina, la Bielorussia e l’Europa dell’est dalla distruzione perché “il Popolo Russo queste cose le ha sempre fatte e sempre le farà” (con buona pace ad esempio di Pietro Micca, Salvo D’Acquisto ed altri eroi che sicuramente saranno in verità nati a Leonopoli). Si sono immersi, si son spente le torce… e…. non sono morti! Anzi, uno sì. Di infarto. Nel 2005.
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