Batterie 18650 ricaricabili: quali sono le migliori e dove comprare

Caricabatterie 18650 ricaricabili cosa acquistare

Oggi voglio consigliarti in maniera concreta quali batterie 18650 ricaricabili acquistare o cosa tenere in considerazione per capire la validità delle celle già a nostra disposizione, tutto nell’ottica di fare scorte di queste preziose cellette energetiche. Ovviamente, do per scontato che tu abbia letto il nostro colossale piccolo articolo introduttivo sull’argomento, e magari ti sia fatto un’idea di come esse possono essere sfruttate!

Faccio un passo indietro: le 18650 non sono le batterie al litio più “potenti” in circolazione, anzi sono tra le meno capienti e le più facilmente surriscaldabili – salvo acquistare costosi esemplari di ottima marca, ovviamente! Se cerchi più prestazioni, faresti meglio a prendere in considerazione le più capienti 26650, 21700 o le mastodontiche 32700 solo per citarne alcune.
Eppure, le 18650 sono tra le più versatili in quanto le loro dimensioni le rendono utilizzabili quasi dappertutto, e la loro reperibilità è, come spiegato in precedenza, molto economica se non addirittura gratuita.

Oggi ti spiegherò come analizzare la qualità delle celle “vendemmiate” dallo smantellamento dei pacchi batteria destinati alla rottamazione. In più ti darò qualche consiglio su dove e come acquistarne di nuove, se proprio ne cercassi una scorta grossa e in fretta.

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Come analizzare una 18650 ignota

STEP #1: cerca un caricabatterie valido

Ti serve un caricabatterie intelligente perché dovrai compiere quattro operazioni importanti. Uno dei più efficienti ed economici è l’OPUS BT-C3100, che devo proprio ricordarmi di raccomandare alla Presidenza della Repubblica affinché lo riconosca come soggetto di religione ufficiale. Esistono anche caricabatterie migliori, capaci di gestire molte più celle o con programmabilità ancora maggiore, ma su fasce di prezzo che vanno dal quadruplo al decuplo.

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STEP #2: inserisci le 18650 nel caricabatterie

Ok, hai recuperato delle 18650. Inseriscile subito nel tuo caricabatterie e leggi che tensione mostrano. Se è inferiore ai 2,50 Volt ho una brutta notizia per te: probabilmente sono danneggiate e destinate all’eliminazione. Sentiti libero di conservare quelle con carica compresa tra i 2,10 e i 2,50 V per sottoporle ai prossimi step: potrebbero comunque riservarti delle buone sorprese, ma non contarci troppo.

STEP #3: analizza la resistenza interna (IR)

La IR si esprime in Ohm (indicati con omega Ω) e rappresenta la resistenza della cella al passaggio di corrente. È un po’ come la differenza tra un meccanismo ben oliato e uno secco e pieno di sabbia! Quale pensi che funzionerà meglio?

Più Ohm rilevi e più la cella tende a surriscaldarsi e a disperdere inutilmente energia. Meno Ohm rilevi, e meglio è.
Per darti un’idea, un valore tra i 20 e 80 milliOhm (mΩ, cioè millesimi di Ohm) indica celle di altissima qualità. Un valore di 500 o più rende la cella NON consigliabile per apparecchiature a rapido assorbimento di corrente (es. modalità “turbo” delle torce elettriche, flash di fotocamere, sigarette elettroniche, decespugliatori o motoseghe a batteria, etc.), in quanto faticherebbe a “tenere il passo”, surriscaldandosi molto rapidamente e rischiando di danneggiarsi, oppure, nei casi più estremi, esplodere.

NOTA: la lettura della IR è tanto più precisa quanto migliore è lo strumento che utilizzi: un multimetro economico o il caricabatterie Opus possono dare valori anche del 10-20% maggiori rispetto al reale. Spesso questo margine è dichiarato nel manualetto di istruzioni, ed è facile calcolarlo e sottrarlo.
ESEMPIO: se l’Opus rileva 100 mΩ da una cella, probabilmente la vera IR sarà di 80-90 mΩ.

STEP #4: scoprire la VERA capacità della cella!

Certo, magari c’è già stampato sopra, ma tu non puoi sapere quanti cicli di ricarica essa abbia già subìto. Potrebbe benissimo trovarsi a fine carriera pur avendo superato i controlli qualità precedenti.

Facile: metti le celle a caricare. Consiglio sempre una velocità abbastanza bassa, con una corrente non superiore a 1 Ampere (1A, o 1000 mA che dir si voglia), meglio se la metà o meno ancora! Quando la cella sarà completamente carica, raggiungendo i 4,15-4,20 Volt, avvia il processo di scaricamento: anche in questo caso consiglio una corrente bassa.

Se stai usando l’OPUS o modelli simili, potrai individuare sul display una sezione che indicherà la capacità complessiva scaricata espressa in mAh, “milliAmpere-ora”, che è l’unità di misura della capacità di carica delle batterie.
Tieni presente che spesso questa funzione scarica le celle solo del 90%, portandole a 3,00 V, e mai allo 0% (i famosi 2,50 V), per non rischiare di danneggiarle. Non è un problema: calcola tu il 10% di tale valore e aggiungilo.
A ciclo completato, potrai leggere la capacità reale della batteria, che fosse dichiarata sul suo involucro o meno.  

ESEMPIO 1: carico una cella al massimo (4,20V) e la scarico fino a 3,00V, rilevando una capacità di 2100 mAh. Aggiungo il 10% di tale valore (210) e ora si che la sua capacità reale è di 2310 mAh.

Ora armati di pennarello indelebile e segna sulla cella la tanto sudata capacità.

 ESEMPIO 2: hai tra le mani una cella su cui è stampata una capacità di 2400 mAh. Al test della tensione rilevi 2,15 V: non è un buon segno. Al test della IR rilevi 480 mΩ: di male in peggio. Dopo averla caricata, il test di scaricamento mostra una capacità effettiva di miseri 700 mAh contro i 2400 originali! Questa cella è praticamente esausta, e da eliminare.

  • Se rilevi una capacità inferiore ai 2000 mAh, considerale come celle di seconda scelta, da destinare a usi poco importanti o da tenere come riserve: probabilmente hanno alle spalle già centinaia di ricariche!
  • Un altro test opzionale che puoi condurre dopo questo, è la scarica sotto stress: ripeti lo stesso procedimento, ma scaricala a corrente elevata (consiglio, comunque, di non superare i 2000 mA). La cella si surriscalderà abbastanza durante il processo, e sicuramente alla fine noterai una capacità inferiore: ebbene, più questa differenza è marcata, meno la cella è adatta a lavorare sotto grossi carichi.

Dulcis in fundo: puoi anche reperire maggiori informazioni sulle tue celle di recupero attingendo al colossale database di secondlifestorage.com: Ti basterà compilare i primi due menù a tendina per restringere il campo di ricerca, e poi confrontare i risultati. E’ una fonte utilissima!

Acquistare batterie 18650 ricaricabili

Ti capisco, magari non hai il tempo e la voglia di trascorrere intere serate davanti a un eccitantissimo caricabatterie giù in garage. Puoi sempre aprire il portafogli e ordinarne qualche migliaio dozzina online – non c’è da vergognarsi!

Prima di tutto ti elenco alcune delle marche migliori:
Sanyo, Sony, Panasonic, Samsung tra i marchi più famosi. Ottimi anche certi marchi cinesi poco conosciuti: Sofirn, Trustfire, Liitokala. Quest’ultima ha davvero un ottimo rapporto qualità-prezzo e produce sia modelli protetti che non protetti, per tutte le tasche.

Batterie 18650 ricaricabili su Amazon

Stranamente, Amazon non tratta queste batterie in maniera seria: la scelta è poca e sono sbalordito dal notare come la quasi totalità degli articoli proposti siano DELLE TRUFFE, le classiche cinesate che dichiarano valori altissimi, fantascientifici e fisicamente impossibili.
Non mi stancherò mai di ripeterlo: se una cella di marca sconosciuta dichiara più di 3000 mAh di capacità, è molto probabilmente una truffa. Se ne dichiara più di 4000, è una truffa bella e buona.

Nel momento in cui scrivo, l’unica proposta decente su Amazon sono alcune Trustfire di tipo protetto.
(Tra parentesi, l’undicesimo comandamento della bibbia recita di non fidarsi mai delle sottomarche cinesi che si chiamano qualcosa-FIRE, ma con le Trustifre ho esperienza diretta da diversi anni e non ho mai trovato fregature).

Su Amazon puoi però trovare delle utilissime magliette a incastro, che servirebbero all’assemblaggio dei pacchi batteria ma che si rivelano ottime per creare dei “nidi” per conservarle in piena sicurezza, tutte in piedi e distanziate tra loro senza accatastarle pericolosamente. Vedi la foto che apre questo articolo!

Batterie 18650 su Subito.it e Aliexpress

Due ottime fonti di approvvigionamento sono certi siti italiani di inserzioni gratuite (tipo Subito.it), ma ovviamente sarai costretto a fidarti della parola di chi le vende, e Aliexpress: questo portale è la caverna delle meraviglie per questo tipo di prodotti, anche se la navigabilità del motore di ricerca è un po’ rozza.

Per darti un punto di partenza, a puro titolo di esempio, ecco alcune inserzioni di uno store da cui ho acquistato personalmente riscontrando serietà e disponibilità nella comunicazione:

Ultimi consigli

Ricordati che queste sono batterie ad alta densità energetica, non delle pile da supermercato. Non ammucchiarle in sacchi o scatole schiacciandole tra di loro, e ovviamente non riporle in contenitori metallici. Se ne conservi molti esemplari, isola uno dei due poli con un pezzetto di nastro isolante, soprattutto se scegli di stiparle a massima carica! È sempre meglio azzerare il rischio di incendi da corto circuito, no?

Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

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