4 storie vere di sopravvivenza che devi assolutamente leggere

mani sott'acqua - storie incredibili

Le storie di sopravvivenza, sia vere che immaginarie, hanno sempre catturato la nostra immaginazione. Le storie incredibili dell’uomo contro la natura sono colonne portanti della letteratura e del cinema. Ci mostrano i pericoli e la mancanza di pietà degli elementi e la determinazione che gli individui devono avere per vivere.

Le storie di sopravvivenza possono aver luogo ovunque: dalla natura selvaggia al mare fino al tragitto per il normale ritorno verso casa. Sono un buon promemoria del perché essere preparati e ben informati può dimostrarsi di vitale importanza.

Ora goditi queste quattro storie vere di sopravvivenza che ci ricordano come l’ingegnosità e la voglia di vivere possono superare le forze della natura.

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#1 Tami Oldham Ashcraft: sopravvivenza nell’Oceano Pacifico (1/2)

La prima delle storie di sopravvivenza è quella della venticinquenne Tami Oldham Ashcraft e del suo fidanzato Richard Sharp, un marinaio britannico.

I due vengono ingaggiati per trasportare uno yacht da Tahiti a San Diego. Il 12 ottobre 1983, la nave viene travolta dall’uragano Raymond, nell’Oceano Pacifico. Ashcraft, su indicazione del fidanzato, va sottocoperta ad aspettare che la tempesta finisca mentre Sharp resta a guidare la barca. Con onde alte 12 metri e venti che soffiavano alla velocità 260 km/h, lo yacht finisce per capovolgersi facendo perdere i sensi a Ashcraft e scaraventando Sharp in mare.

Quando Ashcraft si sveglia 27 ore dopo, Sharp non si vede da nessuna parte e lei è completamente sola. La tempesta ha danneggiato gravemente lo yacht: la cabina è completamente allagata, l’albero della barca rotto e la radio e il sistema di navigazione fuori uso. Ashcraft costruisce una vela improvvisata e progetta una pompa per drenare l’acqua dalla cabina. Arrivare a San Diego non era più un’opzione fattibile in quelle condizioni, quindi stabilisce una nuova rotta verso le isole Hawaii.

Ashcraft è costretta a navigare a vista, usando solamente un sestante e un orologio. Quarantuno giorni dopo il naufragio, riesce ad arrivare sana e salva a Hilo, nelle Hawaii.

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Questa storia vera di sopravvivenza è narrata anche nel libro Adrift (Resta con Me nella versione italiana). Lo puoi trovare anche su Amazon in versione Kindle o cartacea: Resta con Me su Amazon.
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#2 Jose Salvador Alvarenga: sopravvivenza nell’Oceano Pacifico (2/2)

Un’altra storia incredibile è quella di José Alvarenga.

Nel novembre del 2012, José e un altro uomo salpano dalla costa del Messico alla ricerca di fondali migliori per la pesca d’altura. Per 5 giorni la nave si trova in balia di una forte tempesta che causa la perdita della maggior parte delle loro attrezzature. Rimangono senza una radio funzionante, acqua potabile e cibo, dopo essere stati costretti a sbarazzarsi del loro pescato fresco.

La coppia sopravvive per un po’ di tempo grazie all’acqua piovana e ai pesci che riescono a pescare. Dopo 4 mesi d’incubo uno dei marinai si ammala e muore. Alvarenga rimane alla deriva per quasi un anno dopo la scomparsa del compagno. Dopo aver trascorso ben 438 giorni in mezzo all’Oceano Pacifico, riesce finalmente a toccare terra, raggiungendo le coste delle Isole Marshall.

La storia vera di sopravvivenza di José Salvador Alvarenga è narrata anche nel libro “438 giorni” di Jonathan Franklin. Il libro è disponibile in formato cartaceo su Amazon: acquista 438 Giorni.

#3 Angela Hernandez: sette giorni sotto una scogliera

L’ultima delle storie vere di sopravvivenza che vogliamo raccontarti ha luogo nel Big Sur, una regione della costa centrale della California che ospita numerosi parchi statali, sentieri, campeggi e spiagge. A 200-250 piedi (60-75 metri) sopra la costa si trova l’autostrada 1.

È il 6 luglio 2018, Angela Hernandez sta tornando a casa quando un piccolo animale attraversa la strada facendole perdere il controllo del veicolo che finisce per schiantarsi sul fondo della scogliera. Quando riprende i sensi, l’automobile è parzialmente sommersa dall’acqua e lei è bloccata al suo interno. Senza perdere tempo, attraverso l’utilizzo di un attrezzo multiuso, Hernandez riesce a rompere il vetro del finestrino e uscire fuori.

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L’incidente causa ad Angela un’emorragia cerebrale, quattro costole fratturate, la rottura di entrambe le clavicole, un polmone collassato e un’ulteriore rottura dei vasi sanguigni in entrambi gli occhi. Rimane bloccata in fondo alla scogliera per sette giorni, gravemente ferita. Dopo il terzo giorno, Angela inizia a sentire gli effetti della disidratazione. Per evitare di morire di sete, usando un tubo del radiatore preso dall’automobile distrutta, riesce a raccogliere l’acqua che gocciolava dal muschio attaccato alla scogliera. Supera così gli altri quattro giorni. Il settimo giorno, alcuni surfisti che stanno facendo un’escursione sulla costa trovano la donna che, finalmente, viene portata in salvo.

Queste storie dimostrano quella che è la resilienza umana e la capacità che tutti noi abbiamo di adattarci a circostanze impreviste. Tu stesso sei l’eroe della tua storia e hai il potere di armarti della conoscenza per affrontare qualsiasi situazione.

#4 Harrison Okene: 60 ore sott’acqua

Rimanere bloccato in una barca mentre sprofonda a 30 metri sul fondale marino sembra qualcosa a cui nessuno potrebbe sopravvivere, ma Harrison Okene ha battuto ogni probabilità.

Nel buio più totale, Okene si dirige verso l’ufficio tecnico dove si è formata una sacca d’aria respirabile. Con un materasso e altri oggetti che riesce a trovare all’interno, crea un sostegno che possa sorreggerlo.

L’aria all’interno della stanza contiene più ossigeno per via della maggior pressione presente nei fondali, mentre l’acqua fredda presente nella piccola area aiuta a rimuovere l’anidride carbonica all’interno dell’aria. Dopo 62 ore nella gelida oscurità, una squadra di sommozzatori di soccorso sudafricani trova Okene e rimangono scioccati nel vederlo ancora vivo.

Dall’esperienza di Okene è nato anche un libro, non molto apprezzato dalla critica. Noi ti lasciamo comunque il link per approfondire: 60 Hours Underwater.

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